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Un’aterosclerosi coronarica subclinica si associa ad un rischio 8 volte maggiore di sviluppare un infarto

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Uno studio di coorte condotto in oltre 9.000 persone ha rilevato che in soggetti di mezza età, asintomatici, senza malattie cardiovascolari note, l’aterosclerosi coronarica subclinica e ostruttiva è associata a un rischio elevato di oltre 8 volte di infarto del miocardio. I risultati di questa ricerca sono pubblicati nella rivista Annals of Internal Medicine.

L’estensione dell’aterosclerosi nell’albero coronarico

L’aterosclerosi coronarica è un processo biologico responsabile dello sviluppo dell’infarto del miocardio. L’aterosclerosi coronarica subclinica precede la cardiopatia ischemica e può evolvere in età precoce, molti anni prima che si sviluppi la malattia clinica. Per più di 50 anni, la malattia coronarica ostruttiva, definita come una stenosi coronarica luminale del 50% o superiore, è stata considerata una caratteristica chiave del rischio elevato. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’estensione dell’aterosclerosi nell’albero coronarico e le specifiche caratteristiche morfologiche della placca aterosclerotica sono state riconosciute come importanti fattori di rischio.

I ricercatori dell’Università di Copenhagen, in Danimarca, hanno studiato 9.533 persone asintomatiche di età pari o superiore a 40 anni, senza malattie cardiovascolari note, per definire le caratteristiche dell’aterosclerosi coronarica subclinica associata allo sviluppo di un infarto del miocardio.

I partecipanti sono stati valutati utilizzando l’angiografia con tomografia computerizzata per diagnosticare l’aterosclerosi coronarica ostruttiva.

Diagnosi di aterosclerosi coronarica subclinica nel 46% delle persone

Gli autori hanno scoperto che il 54% delle persone non presentava aterosclerosi coronarica subclinica. Tra il 46% delle persone con diagnosi di aterosclerosi coronarica subclinica, il 36% aveva una malattia non ostruttiva e il 10% aveva una malattia ostruttiva.

Tra le persone in cui è stata diagnosticata la condizione, questa è stata riscontrata nel 61% dei partecipanti maschi e nel 36% delle donne. Secondo gli autori, l’identificazione di aterosclerosi coronarica luminale ostruttiva o estesa fornisce una valutazione del rischio incrementale, potenzialmente clinicamente rilevante, in pazienti senza cardiopatia ischemica sospetta o nota sottoposti a TC cardiaca e/o TC del torace.

Un editoriale di accompagnamento degli autori del BHF Center for Cardiovascular Science, dell’Università di Edimburgo, sottolinea che questa ricerca offre l’opportunità di studiare la storia naturale contemporanea della malattia coronarica in assenza di intervento, dove né il paziente né il medico sono a conoscenza dei risultati della scansione.

Gli autori aggiungono che lo studio fornisce anche dati inestimabili sui tassi di eventi e sulla prevalenza della malattia coronarica asintomatica. Dati che forniranno una guida per le strategie di prevenzione di salute pubblica e per gli studi clinici in corso, al fine di implementare le migliori terapie preventive nelle persone sottoposte a screening per malattia coronarica occulta.

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