Home Cardiologia Scompenso cardiaco: nuovi dati di farmaco economia a favore dell’associazione sacubitril/valsartan

Scompenso cardiaco: nuovi dati di farmaco economia a favore dell’associazione sacubitril/valsartan

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La struttura della neprilisina/Wikipedia

E’ passato ormai oltre un anno da quando l’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha espresso parere favorevole all’immissione in commercio del sacubitril/valsartan, per il trattamento di pazienti con scompenso cardiaco cronico sintomatico, con una frazione di eiezione ridotta.

Alla base di questa autorizzazione era lo studio PARADIGM-HF, pubblicato nel 2014, che dimostrava come questi farmaci erano in grado di ridurre mortalità e ospedalizzazioni rispetto ad un gruppo di pazienti trattati con enalapril.

Le due molecole associate sono il ben noto valsartan, antagonista dei recettori dell’angiotensina II, molto utilizzato non solo nello scompenso cardiaco ma anche nell’ipertensione arteriosa, e il nuovo sacubitril, un profarmaco di un inibitore della neprilisina.

La neprilisina è un’endopeptidasi coinvolta nel metabolismo di numerosi peptidi vasoattivi. La sua inibizione aumenta quindi i livelli di peptidi natriuretici che producono vasodilatazione, facilitano l’escrezione di sodio ed esercitando importanti effetti sul rimodellamento miocardico, attraverso un’azione antiproliferativa e anti-ipertrofica. L’effetto del valsartan sul sistema renina-angiotensina-aldosterone si associa quindi ad un incremento di attività dei peptidi natriuretici.

Dalla pubblicazione dello studio PARADIGM-HF molte altre sperimentazioni hanno tesato in ambito clinico con successo la nuova combinazione farmacologica. Arriva ora un nuovo lavoro che ha valutato il rapporto costo/beneficio di questo farmaco, quando è utilizzato in pazienti con scompenso cardiaco.

Il prezzo di questa terapia si aggira negli Stati Uniti attorno ai 12.5 dollari al giorno, 375 dollari al mese. Lo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, ha confrontato l’associazione sacubitril-valsartan rispetto ad un trattamento con il lisinopril, in pazienti in classe NYHA dalla II alla IV.

L’analisi condotta ha previsto nel gruppo lisinopril una sopravvivenza media di 6,98 anni e 0,83 ospedalizzazioni per scompenso. Nel gruppo sacubitril-valsartan, ha previsto una sopravvivenza media di 7.67 anni e 0.75 ospedalizzazioni. Nei primi, il costo a vita stimato è stato di 131.581$; nel gruppo sacubitril-valsartan di 160.785$. Considerando però la riduzione delle ospedalizzazioni e delle visite mediche, il secondo gruppo ha evidenziato infine un risparmio di 47.053$ per l’indice anni di vita/qualità di vita. Il maggior risparmio è stato raggiunto nei pazienti con scompenso cardiaco più grave (classe NYHA III-IV).

Sembra quindi che a conti fatti l’associazione precostituita sacubitril-valsartan sia in grado, attraverso il miglioramento clinico indotto, non solo di giustificare il suo maggior costo, ma anche di consentire un risparmio economico non indifferente.

Questo nuovo farmaco è in commercio in Italia dai primi mesi di quest’anno, il suo utilizzo nella pratica clinica quotidiana è solo all’inizio, però valutazioni di economia sanitaria come quelle espresse in questa recente pubblicazione, forniscono certamente un motivo in più per orientare la scelta terapeutica in pazienti cronici politrattati, come quelli con scompenso cardiaco.

 

 

Annals of Internal Medicine Logo

Sandhu AT, et al. Cost-Effectiveness of Sacubitril–Valsartan in Patients With Heart Failure With Reduced Ejection Fraction. Ann Intern Med. 2016;165:681-689.

 

Per chi fosse interessato ad approfondire gli aspetti salienti di questo nuovo trattamento e il suo impiego clinico, consigliamo questa recente review di libero accesso, pubblicata sulla rivista Therapeutic Advances in Chronic Disease.

 

 

Cover image for latest issue of Therapeutic Advances in Chronic Disease

 

Kaplinsky E. Sacubitril/valsartan in heart failure: latest evidence and place in therapy. Ther Adv Chronic Dis. 2016 Nov;7(6):278-290. LIBERO ACCESSO

 

 

 

 

 

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Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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