Pochi carboidrati fermentabili e molti probiotici per alleviare i sintomi dell’intestino irritabile

Sappiamo quanto frequente sia la sindrome del colon irritabile e al tempo stesso quanto questa affezione sia molto difficile da curare. Si stima che la sua prevalenza a livello globale sia dell’11% e che il 60% degli appuntamenti per una visita gastroenterologica sia in relazione a questo disturbo funzionale.

Negli ultimi anni è stata proposta una dieta a basso contenuto di carboidrati fermentabili, ma l’efficacia di questo approccio non era mai stata documentata con rigorosità scientifica. Nel numero di ottobre di Gastroenterology è stato pubblicato un articolo che fa chiarezza su questo argomento.

Sono stati randomizzati 104 pazienti, con un disegno 2×2 fattoriale, a ricevere una finta dieta o una dieta a basso contenuto di carboidrati fermentabili, a ricevere probiotici o placebo.

La dieta del trattamento attivo prevedeva una limitazione all’assunzione di fruttani, galattoligosaccharidi, lattosio, fruttosio in eccesso di glucosio e polioli.

Il preparato probiotico Il probiotico era una preparazione multi-strain contenente Streptococcus thermophilus, Bifidobacterium breve, B. longum, B. infantis, Lactobacillus acidophilus, L. plantarum, L. paracasei e L. delbrueckii subsp. Bulgaricus.

L’endpoint principale è stato l’impatto della dieta e della preparazione probiota sui sintomi e sul microbiota.

Nell’analisi dell’intention-to-treat, è stato evidenziato come una percentuale più elevata di pazienti nel gruppo in dieta attiva aveva avuto un sollievo dei sintomi (57%), rispetto al gruppo con dieta finta (38%), ma la differenza non era statisticamente significativa. Al contrario, nell’analisi per protocollo, una percentuale significativamente maggiore di pazienti in dieta attiva ha avuto una risoluzione dei sintomi (61%) rispetto all’altro gruppo (39%).

L’abbondanza di specie di Bifidobacterium è risultata minore nei campioni fecali dei pazienti in dieta attiva,  rispetto ai pazienti con finta dieta, ma è stata maggiore nei pazienti trattati con probiotici rispetto ai pazienti trattati con placebo.  Non è stato dimostrato alcun effetto della dieta a basso contenuto di carboidrati fermentabili sulla diversità del microbiota nei campioni fecali.

Questo accurato studio sull’intestino irritabile sembra quindi indicare come una dieta che cerchi di ridurre l’introito di carboidrati fermentabili possa indurre una remissione dei sintomi. Non è però stato chiarito se questo miglioramento sia legato alla composizione complessiva della dieta o alla restrizione nell’assunzione di qualche singolo componente, ad esempio il lattosio. Anche l’utilizzo di probiotici sembra indurre effetti positivi.

 

 

Heidi Maria Staudacher, et al. A Diet Low in FODMAPs Reduces Symptoms in Patients With Irritable Bowel Syndrome and A Probiotic Restores Bifidobacterium Species: A Randomized Controlled Trial. Gastroenterology, October 2017; 153:936–947.

 

 

 

 

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