Il ruolo del microbioma nelle malattie infiammatorie: una review

Alcuni giorni fa è stata pubblicata sul British Medical Journal una review dedicata al ruolo del microbioma nelle malattie infiammatorie. Si tratta di un documento che affronta un tema di estrema attualità e che con il tempo sta evidenziando sempre più la sua importanza, in processi patologici che coinvolgono non solo il sistema gastroenterico, ma molti altri organi.

Il microbioma rappresenta i genomi collettivi della flora batterica ospitata dal nostro intestino, sia essa costituita da elementi simbiotici o patogeni. Ovviamente i fattori che possono far mutare la composizione della flora batterica sono molti, tra cui in primo piano spicca l’utilizzo degli antibiotici. Anche semplici variazioni della dieta possono però indurre modificazioni significative, che portano con sé importanti implicazioni per la salute dell’individuo.

La precisa caratterizzazione del microbioma, e quindi la comprensione della sua rilevanza in differenti processi fisiopatologici locali e sistemici, non sarebbe stata peraltro possibile senza l’avvento delle più moderne tecnologie molecolari, che consentono una precisa lettura delle sequenze di DNA dei microrganismi.

La review inizia con una puntuale introduzione dell’argomento, descrivendo il microbioma e il suo ruolo nelle malattie infiammatorie intestinali, partendo dai primi studi che hanno dimostrato come la colite sia attenuata o abolita in animali senza germi e in quelli trattati con antibiotici.

Dall’infiammazione locale si passa poi all’analisi della sistemica e in particolare a quella con interessamento articolare: la spondiloartrite e l’artrite reumatoide. Sono così descritte le relazioni evidenziate tra queste malattie e il microbioma, sia in modelli animali sia nell’uomo.

Vengono quindi trattate due tipiche malattie infiammatorie sistemiche: il lupus eritematoso sistemico e la sclerosi multipla. Proprio in quest’ultima, una malattia autoimmune cronica che causa la demielinizzazione del sistema nervoso centrale, sembra che il microbioma interagisca nei processi fisiopatologici a differenti livelli. Infatti, il microbiota intestinale è coinvolto in molte funzioni del sistema nervoso centrale, regolando la permeabilità della barriera emato-encefalica, attivando la microglia, riducendo fenomeni involutivi degli astrociti ed esprimendo i geni necessari per i processi di mielinizzazione.

Da questi dati si arriva alla presentazione degli studi che hanno valutato le influenze di differenti regimi dietetici nell’evoluzione delle malattie infiammatorie intestinali e sistemiche, con specifici riferimenti alla dieta mediterranea e al consumo di carni rosse.

Sempre in ambito alimentare, vengono quindi analizzate le associazioni tra obesità, psoriasi e dieta.

Per quanto riguarda le misure terapeutiche, gli autori passano in rassegna le evidenze scientifiche a supporto di un trattamento con probiotici o prebiotici, nelle malattie infiammatorie intestinali e sistemiche, concludendo con un capitolo dedicato al trapianto fecale.

Rimanendo in tema di microbioma, va segnalato che proprio nei giorni scorsi la rivista Science ha pubblicato un articolo dove viene evidenziato un ruolo importante del microbioma anche in oncologia.

 

 

Jose C Clemente, et al. The role of the gut microbiome in systemic inflammatory disease. BMJ 2018;360:j5145.

 

Science: 359 (6371)

 

Bertrand Routy, et al. Gut microbiome influences efficacy of PD-1–based immunotherapy against epithelial tumors. Science  05 Jan 2018:Vol. 359, Issue 6371, pp. 91-97.

 

 

 

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