Classici e nuovi trattamenti per la malattia di Crohn

La malattia di Crohn è una affezione infiammatoria cronica, che può colpire l’intero tratto gastrointestinale. La sua eziologia è sconosciuta, ma è solitamente associata a una compromissione della risposta immunitaria, con periodi di attività e remissione. È caratterizzata da lesioni a chiazze e transmurali e i sintomi più frequenti sono dolore addominale e diarrea, che possono compromettere gravemente la qualità di vita dei pazienti.

Negli ultimi anni si sono sviluppate nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche, che hanno avuto un consistente impatto sulla storia naturale della malattia.

Una recente review, pubblicata con libero accesso sul Journal of Gastroenterology, disegna lo stato dell’arte sulla terapia della malattia di Crohn.

Dopo una breve introduzione sulla storia naturale della malattia, l’articolo mette a fuoco quelli che sono gli obbiettivi della terapia. Al centro viene posta la risoluzione dei sintomi, che può spingersi fino a ottenere la completa remissione.

Si entra poi nel vivo dell’argomento, passando in rassegna i famaci più comunemente utilizzati in questi malati: corticosteroidi, aminosalicilati, tiopurine, metotrexato e talidomide.

Vengono quindi presentati i trattamenti più innovativi, basati sull’utilizzo agenti biologici, come l’infliximab che è un agente antitumorale del fattore di necrosi. A questo hanno fatto seguito altre molecole, come adalimumab e certolizumab. Queste nuove cure hanno completamente sovvertito la strategia di trattamento della malattia, consentendo di ottenere importanti risultati sul piano clinico.

Vengono presentati anche altri più recenti farmaci biologici: vedolizumab, un anticorpo monoclonale approvato nel 2014, e ustekinumab, un anticorpo contro l’interleuchina-12/23, entrato in commercio nel 2016.

Le conclusioni degli autori indicano come i corticosteroidi e le tiopurine restino il cardine del trattamento per la malattia di Crohn. Gli agenti antitumorali del fattore di necrosi vengono invece raccomandati nei pazienti ad alto rischio, anche se sono ricordati i possibili insuccessi terapeutici.

A questi possono però porre rimedio i nuovi farmaci biologici, in grado di proporsi anche come trattamenti di prima linea, in pazienti selezionati.

 

Journal of Gastroenterology

 

Hai Yun Shi, Siew Chien Ng. The state of the art on treatment of Crohn’s disease. J Gastroenterol (2018).

 

 

 

 

 

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