Pregabalin e oppioidi: un’associazione potenzialmente pericolosa

Il Pregabalin, un anticonvulsivo sempre più prescritto come coadiuvante per il dolore cronico, sembra indurre un aumento della mortalità quando viene assunto in associazione con oppioidi. È questo quanto emerge da un sintetico Research Report pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Questo farmaco può avere effetti sedativi e causare una depressione delle funzioni del sistema nervoso centrale (SNC), nei pazienti che ricevono anche un trattamento con oppioidi. In Canada e precisamente nello stato dell’Ontario, a più della metà dei pazienti che iniziano la terapia con pregabalin vengono contemporaneamente prescritti oppiacei. Questo fa capire la rilevanza clinica del problema per questa specifica regione del Nord America.

Associazione pregabalin oppioidi: lo studio

Ecco perché proprio a Toronto, i ricercatori del St. Michael’s Hospital e dell’Università di Toronto, hanno cercato di verificare questa pericolosa associazione farmacologica, analizzando una coorte di persone, di età compresa tra 15 e 105 anni, che hanno ricevuto prescrizioni di oppiacei, finanziate con fondi pubblici, tra l’agosto 1997 e il dicembre 2016.

I pazienti che sono morti per una causa correlata all’uso di oppioidi sono stati confrontati per età, sesso, e altre caratteristiche rispetto ad un gruppo di controllo. Dopo aver aggiustato le variabili multiple, i risultati ottenuti hanno portato a concludere che l’esposizione concomitante con oppioidi e pregabalin, nei precedenti 120 giorni, era associata a una probabilità significativamente maggiore di morte correlata agli oppioidi rispetto all’esposizione agli oppioidi assunti in monoterapia.

Secondo i ricercatori, questi risultati giustificano una revisione della monografia del prodotto pregabalin, che al momento non mette in guardia sul rischio di eventi avversi gravi quando assunto in combinazione con oppioidi.

Attualmente in Italia questo farmaco è indicato per: il trattamento del dolore neuropatico periferico e centrale negli adulti; come terapia aggiuntiva negli adulti con attacchi epilettici parziali in presenza o in assenza di generalizzazione secondaria; il trattamento del disturbo d’ansia generalizzata negli adulti.

Per quanto riguarda le interazioni con gli altri farmaci, la scheda tecnica del prodotto indica: “…pregabalin può potenziare gli effetti di etanolo e lorazepam. In studi clinici controllati, dosi orali multiple di pregabalin somministrato con ossicodone, lorazepam o etanolo non hanno avuto effetti clinicamente importanti sulla respirazione. Durante la fase di commercializzazione del medicinale sono stati segnalati casi di insufficienza respiratoria e coma in pazienti in trattamento con pregabalin ed altri medicinali che deprimono il SNC. Sembra che pregabalin abbia un effetto additivo sulla compromissione della funzione cognitiva e sulla funzione motoria causate dall’ossicodone…”.

Nel paragrafo dedicato alle controindicazioni viene però indicata la consueta generica frase:” Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti”.

Anche se nel nostro paese i comportamenti prescrittivi possono essere differenti, l’ampio utilizzo del pregabalin richiede una particolare attenzione a questo segnale di allarme. Forse serviranno ulteriori conferme a questo studio, ma precauzionalmente andranno prese misure urgenti per evitare di esporre ad un rischio i pazienti.

 

 

Tara Gomes, et al. Pregabalin and the Risk for Opioid-Related Death: A Nested Case–Control Study. Ann Intern Med. 2018. DOI: 10.7326/M18-1136.

 

 

 

 

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