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Influenza: un giorno in meno passato a letto, grazie al baloxavir marboxil

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L’influenza è una malattia contagiosa molto comune, gravata da una significativa morbilità e mortalità. Il suo trattamento non è cosa semplice. Sono oggi disponibili trattamenti con farmaci antivirali che, se somministrati precocemente, possono ridurre il rischio di gravi complicanze. Tuttavia, molti tipi di virus sviluppano resistenza a tali farmaci, con una conseguente perdita di efficacia.

Nella stagione invernale 2017-2018 l’osservatorio InfluNet dell’Istituto superiore di Sanità ha registrato oltre 8.600.000 casi di influenza in Italia. Vista la sua estrema diffusione, c’è molto interesse nello sviluppo di nuovi farmaci per combattere questa malattia. Molti di questi hanno come target componenti virali, mentre altri mirano a elementi della cellula ospite che partecipano al ciclo virale.

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Il baloxavir nel il trattamento dell’influenza

Il baloxavir marboxil è un farmaco sviluppato da una società farmaceutica giapponese, la Shionogi Co., per il trattamento dell’influenza A e B. Il farmaco viene somministrato in dose singola e può ridurre la durata dei sintomi influenzali di circa un giorno. Agisce come inibitore selettivo dell’endonucleasi cap-dipendente dell’influenza.

Un recente studio su questa molecola è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio

I ricercatori hanno condotto in realtà due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati, che hanno incluso pazienti ambulatoriali con influenza acuta non complicata. Il primo è stato uno studio di dose-ranging che ha testato il farmaco su dosaggi variabili da 10 a 40 mg. Il secondo ha confrontato tre bracci di trattamento: placebo, baloxavir alla dose di 40 o 80mg, e oseltamivir, alla dose di 75 mg due volte al giorno per 5 giorni.

I pazienti avevano un’età compresa tra 12 e 64 anni e sono stati valutati nel corso della stagione influenzale 2016-2017.

L’endpoint primario di efficacia era il tempo necessario ad alleviare i sintomi dell’influenza, in un’analisi intention-to-treat.

Più rapida la guarigione con il baloxavir

Nel primo studio, il tempo mediano per alleviare i sintomi dell’influenza è risultato più breve, per un tempo compreso tra le 23 e le 28 ore, nei gruppi trattati con baloxavir rispetto al gruppo placebo.

Nel secondo studio è stata riscontrata un’infezione da influenza A (H3N2) in una percentuale di casi variabile tra l’85% e l’88% dei pazienti in ciascun gruppo.

Nei pazienti trattati con baloxavir i sintomi si sono attenuati dopo una mediana di 54 ore, mentre in quelli trattati con placebo sono state necessarie 80 ore.

Confrontando i due farmaci attivi valutati nello studio, i tempi di attenuazione dei sintomi sono risultati simili. D’altro canto, baloxavir è riuscito a indurre una maggiore riduzione della carica virale ad un giorno di distanza dall’inizio del trattamento, sia nei confronti del placebo, sia dell’oseltamivir.

Eventi avversi sono stati riportati nel 20,7% dei pazienti trattati con baloxavir, nel 24,6% dei pazienti trattati con placebo e nel 24,8% dei pazienti trattati con oseltamivir.

Un vantaggio di circa 24 ore

Questo nuovo farmaco, che si propone di arrivare al più presto sui banchi delle farmacie, sembra quindi poter aiutare i pazienti con influenza a raggiungere un più rapido miglioramento dei sintomi. Certo non si tratta di una guarigione lampo. Il vantaggio fornito dal farmaco si limita ad accelerare la risoluzione dei sintomi di circa 24 ore, ma quando questi sono particolarmente intensi, star meglio con un giorno d’anticipo non è cosa da poco. A favore di questa trattamento va anche la sostanziale assenza di effetti avversi significativi.

 

Franco Folino

 

 

Frederick G. Hayden, et al. Baloxavir Marboxil for Uncomplicated Influenza in Adults and Adolescents. N Engl J Med 2018; 379:913-923.

 

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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