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Olfatto e memoria spaziale: un’associazione inaspettata

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Sensory Homunculus. OpenStax College

Secondo uno studio pubblicato su Nature Communications l’olfatto può essere associato alla memoria spaziale nell’uomo e fare affidamento sulle stesse regioni del cervello.

È stato proposto che l’olfatto si sia originariamente evoluto per aiutare gli animali a muoversi nell’ambiente. Attualmente, ci sono alcune prove che l’identificazione olfattiva può essere associata alla memoria spaziale. Questo implica che un apprendimento delle relazioni tra i punti di riferimento in un ambiente e la conseguente costruzione di una mappa cognitiva.

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Capacità olfattive e di navigazione si associano

Veronique Bohbot e colleghi hanno cercato prove dirette che l’identificazione olfattiva e la memoria spaziale siano correlate l’una con l’altra e, in tal caso, se ciò riflettesse regioni cerebrali condivise.

Gli autori hanno studiato un gruppo di 57 volontari. I partecipanti che hanno completato bene un test per identificare i diversi odori, hanno anche ottenuto risultati migliori in un compito “wayfinding”, in cui dovevano navigare tra i punti di riferimento attraverso una città virtuale.

Usando la risonanza magnetica, gli autori hanno scoperto che l’aumento dello spessore della corteccia orbito-frontale mediale sinistra, e del volume dell’ippocampo destro del cervello, predice prestazioni migliori su entrambi i compiti. Questo suggerisce che le stesse regioni cerebrali possono essere alla base della percezione dell’odore e della capacità di navigazione spaziale.

In ulteriori test, le prestazioni relative all’identificazione olfattiva e ai compiti di memoria spaziale erano compromesse in un gruppo di nove pazienti che avevano subito lesioni cerebrali che colpivano la corteccia orbito-frontale mediale sinistra.

Funzioni arcaiche associate

Nessun danno è stato osservato in nove pazienti con lesioni cerebrali simili che non coinvolgevano però quella parte di corteccia cerebrale.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, gli autori sostengono che i risultati supportano il fatto che la funzione originale del senso olfattivo potrebbe essere stata quella di supportare la mappatura cognitiva e la memoria spaziale.

 

 

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