Un agente chelante che rimuove l’uranio dalle ossa

Si ritiene che l’esposizione alle radiazioni sia un processo irreversibile, ma una nuova ricerca, pubblicata nei giorni scorsi su Nature Communications, sembra indicare una possibile soluzione. Lo studio ha infatti identificato un agente chimico che sembra in grado di rimuovere l’uranio dalle ossa e dai reni dei topi, una volta che questi sono stati esposti all’elemento radioattivo.

I risultati suggeriscono che questo composto potrebbe essere una sostanza promettente, applicabile anche agli esseri umani una volta che sono stati esposti all’uranio. Per raggiungere questo obbiettivo saranno tuttavia necessari ulteriori test.

L’energia nucleare e i rischi per la salute

L’uranio è una risorsa cruciale per creare energia nucleare, ma rappresenta un rischio per la salute a causa della sua tossicità radioattiva e chimica. Dopo l’esposizione, circa due terzi dell’uranio viene rimosso dal corpo attraverso i reni, ma la quota restante rimane all’intero dei reni stessi e nelle ossa. Questo fenomeno espone ad un elevato rischio di sviluppare danni renali, difetti ossei e cancro.

La rimozione dell’uranio assorbito dal corpo può essere ottenuta usando molecole chiamate chelanti. Queste sostanze sono già disponibili, ma le formulazioni esistenti non rimuovono efficacemente l’uranio dalle ossa e possono essere altamente tossiche per il paziente.

Un chelante con un’affinità migliorata

Un gruppo di ricercatori, guidati dallo State Key Laboratory of Radiation Medicine and Protection, della Soochow University, in Cina, ha modificato i chelanti esistenti a base di idrossipiridinone per produrre una nuova sostanza con un’affinità migliorata per i complessi di uranio nelle ossa.

Gli autori dimostrano non solo che questo nuovo composto è in grado di rimuovere efficacemente l’uranio dai reni e dalle ossa nei topi esposti all’uranio, ma anche che ha ridotto la tossicità rispetto ad altri chelanti normalmente utilizzati. Aspetto non trascurabile, dimostrano inoltre che il composto mantiene la sua efficacia anche quando viene somministrato per via orale.

 

 

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