Gli uccelli canori ci suggeriscono i meccanismi di apprendimento del linguaggio nei bambini

Quando un giovane uccello canoro apprende il canto da un uccello adulto vicino, i neuroni negli strati profondi della corteccia uditiva del giovane uccello si sintonizzano con le proprietà acustiche di quella canzone. Questo meccanismo neurofisiologico viene suggerito da un recente studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience di questa settimana.

Questa ricerca evidenzia come la comunicazione vocale modella la codifica uditiva negli uccelli canori e suggerisce che un processo simile potrebbe supportare l’apprendimento del linguaggio nell’uomo durante la prima infanzia.

Le capacità uditive di uccelli e umani

Sia gli umani che gli uccelli canori sviluppano abilità uditive e comunicative per tutta la vita, a partire da segnali uditivi sperimentati durante l’infanzia. La corteccia uditiva umana risponde preferibilmente al linguaggio rispetto ad altri suoni.

Allo stesso modo, la corteccia uditiva dell’uccello canoro risponde preferibilmente alla canzone rispetto ai suoni sintetici. Tuttavia, non è noto se questa messa a punto sia stata risolta fin dalla tenera età o se si sviluppi in modo specifico per una specie.

L’accordatura dei neuroni

Sarah Woolley e Jordan Moore hanno studiato lo sviluppo del canto e l’accordatura dei neuroni nella corteccia uditiva di due specie di uccelli canori: il fringillide di zebra (Taeniopygia guttata) e il fringillide a coda lunga (Poephila acuticauda).

Nell’esperimento, alcuni uccelli hanno imparato il canto dalla loro stessa specie, mentre altri sono stati istruiti da genitori adottivi di una terza specie, il fringuello bengalese (Lonchura striata domestica). Gli autori hanno scoperto che gli uccelli giovanili hanno imparato a imitare le canzoni del loro tutor e che i loro neuroni corticali uditivi sono stati sintonizzati sui suoni specifici della canzone imparata, indipendentemente dalle specie dell’uccello tutor.

Gli autori concludono che questi risultati rivelano come le prime comunicazioni vocali degli uccelli canori modellano la codifica uditiva. Suggeriscono quindi che processi simili potrebbero spiegare perché un’esposizione precoce ai suoni specifici della lingua può prevedere la percezione del linguaggio umano adulto.

 

 

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