Un nuovo “scientific statement” dell’American Heart Association sull’arteriopatia periferica

Le tecniche e i dispositivi non invasivi per la valutazione del flusso sanguigno e altre considerazioni diagnostiche per le persone con ischemia critica degli arti inferiori sono affrontate in un nuovo scientific statement dell’American Heart Association, pubblicato nella rivista principale dell’associazione: Circulation.

La dichiarazione fornisce una prospettiva sui punti di forza e le limitazioni delle attuali tecniche di imaging, tra cui l’indice caviglia-braccio, il toe brachial index, la pressione sistolica delle dita, l’ossimetria transcutanea (TcPO2) e la pressione della perfusione cutanea (SPP).

Esamina inoltre strumenti come il laser Doppler, i dispositivi di speckle imaging e altri, oltre a identificare opportunità di miglioramento della tecnologia e ridurre le disparità nella diagnosi e nel trattamento.

Differenze di genere ed etniche

Gli autori hanno notato differenze di genere ed etniche nel modo in cui viene diagnosticata l’ischemia critica degli arti inferiori, con disparità nel trattamento. Le donne hanno maggiori probabilità di arrivare al ricovero in ospedale di emergenza, hanno differenze nel flusso sanguigno e tassi più elevati di disabilità e mortalità.

I pazienti neri e ispanici con ischemia critica degli arti inferiori hanno maggiori probabilità di avere diabete e malattie renali croniche e hanno maggiori probabilità di sviluppare cancrena.

I pazienti bianchi hanno maggiori probabilità di avere ulcere e dolore alle gambe a riposo. I pazienti neri hanno il 78% in più di probabilità di ricevere un’amputazione degli arti inferiori per ischemia critica rispetto ai loro coetanei bianchi, anche dopo aggiustamento per lo stato socioeconomico, l’accesso alle strutture con servizi di rivascolarizzazione e altri fattori.

L’ischemia critica degli arti inferiori

L’ischemia critica degli arti inferiori è la forma più grave di arteriopatia periferica. Si verifica quando le arterie che portano alle gambe si restringono o si bloccano. La condizione può portare a cancrena, ferite che non guariscono e amputazioni, se il flusso sanguigno non viene ripristinato.

Nonostante l’elevata prevalenza dell’ischemia critica degli arti inferiori, le strategie per valutare il flusso sanguigno rimangono limitate. Le nuove tecnologie offrono potenziali opportunità per migliorare la precisione e la qualità della gestione degli arti critici, con l’obiettivo di una diagnosi e un trattamento precoci, per ridurre amputazioni e disabilità, nonché migliorare la qualità della vita dei pazienti.

 

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