Diabete e dieta: è importante mantenere a lungo la perdita di peso

Le persone con diabete di tipo 2 che hanno riguadagnato peso rinunciano ai benefici iniziali della riduzione del rischio per malattie cardiache o ictus, rispetto a quelle che hanno mantenuto la perdita di peso. Sono queste in sintesi le conclusioni di una nuova ricerca, pubblicata nei giorni scorsi sul Journal of American Heart Association.

Riacquistare peso precedentemente perso è piuttosto comune e può vanificare i benefici iniziali ottenuti nei confronti di malattie cardiache e ictus. Pochi studi hanno confrontato direttamente il rischio cardiometabolico tra le persone che hanno perso peso con successo e hanno mantenuto la perdita di peso, nei confronti di coloro che hanno riguadagnato peso, in particolare tra le persone con diabete di tipo 2.

Diabete e perdita di peso

I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 1.600 partecipanti con diabete di tipo 2 che hanno perso almeno il 3% del loro peso corporeo iniziale. Hanno scoperto che tra coloro che hanno perso il 10% o più del loro peso corporeo e poi hanno mantenuto il 75% o più della perdita di peso quattro anni dopo, hanno visto un significativo miglioramento dei fattori di rischio, come livelli migliorati di colesterolo HDL, trigliceridi, glucosio, pressione sanguigna, circonferenza della vita e controllo del diabete. Tuttavia, questi benefici sono peggiorati tra coloro che successivamente alla dieta hanno riguadagnato peso.

Mantenere la perdita di peso a lungo termine

“I nostri risultati suggeriscono che oltre a concentrarsi sulla perdita di peso, una maggiore enfasi dovrebbe essere posta sull’importanza di mantenere la perdita di peso a lungo termine”, ha affermato Alice H. Lichtenstein, autore senior e coordinatrice dello studio, del laboratorio di nutrizione cardiovascolare presso il centro di ricerca sull’alimentazione umana nell’invecchiamento presso la Tufts University di Boston, in Massachusetts.

“La linea di fondo è che mantenere la maggior parte della perdita di peso è essenziale per ridurre il rischio cardiovascolare”. La dr.ssa Lichtenstein è anche membro del Consiglio per lo stile di vita e la salute cardiometabolica dell’American Heart Association – Lifestyle Nutrition Committee.

Un programma di intervento intensivo

I ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio Look AHEAD, che ha valutato un programma di intervento intensivo sullo stile di vita di un anno, per promuovere la perdita di peso, rispetto alle cure standard. L’intento era quello di portare ad una riduzione del rischio per le malattie cardiache e l’ictus, tra le persone con diagnosi di diabete di tipo 2 in sovrappeso.

Il programma di intervento intensivo sullo stile di vita si è concentrato sul raggiungimento della perdita di peso attraverso un’alimentazione sana e una maggiore attività fisica, mentre le cure standard consistevano nel sostegno al diabete e nell’educazione. Una fase di follow-up triennale comprendeva riunioni mensili di gruppo e raccomandazioni per sostituire un pasto al giorno con qualcosa di simile a un frullato e per continuare a impegnarsi in una regolare attività fisica.

 

 

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