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L’effetto delle statine sul declino della memoria e della cognizione

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The brain has about 100 billion cells called neurons. It’s made up of distinct parts, that developed though human evolution. copyright American Heart Association

In passato alcuni studi avevano evidenziato una riduzione della memoria e un decadimento cognitivo nei pazienti che assumevano statine. Considerando che questa famiglia di farmaci è assunta da milioni persone in tutto il mondo, questi riscontri avevano suscitato allarme.

Un recente studio, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, sembra però evidenziare risultati tranquillizzanti.

Statine e declino cognitivo

In realtà, associazioni tra assunzione di statine e decadimento cognitivo erano state evidenziate in passato solo in studi condotti su follow-up molto brevi. Questi avevano rilevato solo lievi riduzioni della memoria e della capacità cognitiva nei soggetti più giovani trattati con simvastatina e lovastatina.

Tra i numerosi studi randomizzati sulle statine, quelli che hanno valutato questi aspetti non hanno trovato alcuna associazione tra statine e alterazioni cognitive.

La scheda tecnica della simvastatina indica tra gli effetti indesiderati di tipo neurologico, come molto raro, l’alterazione della memoria. La scheda tecnica della lovastatina non indica tra gli effetti avversi specifici la riduzione della memoria, ma la indica come effetto avverso generico di classe (statine), insieme a disturbi psichici, ansietà, disturbi del sonno e depressione.

Statine e memoria

Per cercare di chiarire la reale rilevanza di questo potenziale effetto avverso delle statine, un gruppo di ricercatori australiani ha cercato di esaminare l’associazione tra l’uso di statine e i cambiamenti nella memoria e la cognizione in un periodo di follow-up di oltre 6 anni. Lo studio, legato all’acronimo MAS (Sydney Memory and Aging Study) ha anche valutato con la risonanza magnetica le variazioni di volume del cervello su un periodo di 2 anni.

I 1.037 pazienti inclusi nell’analisi avevano un’età compresa tra 70 e 90 anni, residenti in comunità e alla visita basale assumevano la statina mediamente da circa 9 anni.

Nessun effetto delle statine

I risultati non hanno evidenziato alcuna differenza nel tasso di declino della memoria o della cognizione tra i soggetti che utilizzavano o meno le statine. Al contrario, i soggetti che avevano iniziato ad assumere statine nel corso dello studio hanno evidenziato una riduzione del tasso di declino della memoria.

Le sottoanalisi dello studio, condotte in specifiche popolazioni di soggetti hanno scoperto che l’uso di statine era associato a un calo attenuato delle prestazioni della memoria specifica, nei partecipanti con malattie cardiache e portatori di Eε4, uno dei tre principali alleli della apolipoproteina E. Una proteina coinvolta nel metabolismo dei grassi e considerata implicata sia nella patogenesi della malattia di Alzheimer, sia in quella delle malattie cardiovascolari.

Infine, non sono state rilevate differenze di volume del cervello tra chi utilizzava o meno le statine.

Dati rassicuranti

Il lungo follow-up di questo studio sembra sostenere con solidità i risultati dell’analisi. La terapia con statine non sembra quindi associata a un maggiore declino della memoria o della cognizione.

Solo due aspetti possono limitare la rilevanza di questa ricerca. Prima di tutto l’inclusione di soggetti particolarmente anziani. Questa scelta non ci permette di conoscere eventuali effetti delle statine sulle persone che in età particolarmente giovane iniziano ad assumere questi farmaci ipolipemizzanti, con potenziali effetti sulle capacità cognitive nel lungo termine.

Il secondo aspetto riguarda l’esclusione di pazienti che presentavano già alla visita basale un decadimento cognitivo. Non è stato così possibile stimare un potenziale effetto peggiorativo delle statine su questi soggetti.

 

Franco Folino

 

Katherine Samaras, et al. Effects of Statins on Memory, Cognition, and Brain Volume in the Elderly. J Am Coll Cardiol 2019; 74: 2554–68.

 

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