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L’obesità nei giovani fa aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma del colon-retto

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Essere obesi quando si è giovani adulti espone ad un rischio significativamente maggiore di sviluppare un carcinoma del colon-retto. Sono queste, in sintesi, le conclusioni di un recente articolo, pubblicato sulla rivista Gastroenterology, che ha studiato un’ampia popolazione di soggetti tratta dallo studio DACHS (Darmkrebs: Chancen der Verhütung durch Screening), una sperimentazione tutt’ora in corso, condotta nella regione del Reno-Neckar, nella Germania sudoccidentale, e iniziato nel 2003.

Carcinoma del colon-retto: in aumento i casi tra i giovani

Il carcinoma del colon-retto è il terzo tumore più comunemente diagnosticato e rappresenta la seconda causa di morte per neoplasia a livello globale. Negli ultimi decenni si è assistito ad una riduzione del numero dei casi di carcinoma del colon-retto tra le persone di età pari o superiore a 50 anni, ma al contempo si è verificato un incremento del suo tasso di incidenza tra i giovani adulti. Il più grande aumento di incidenza in Europa è stato osservato nelle persone di età compresa tra 20 e 39 anni. Soggetti che non sono coperti dai programmi di screening.

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Diversi fattori sono stati collegati alla crescente incidenza del cancro del colon-retto ad esordio precoce, tra questi vi sono la dieta occidentale, fattori socioeconomici, l’inattività fisica, l’obesità e il diabete. Tuttavia, le loro associazioni con il rischio di sviluppare questa neoplasia sono sostenute da evidenze sperimentali epidemiologiche limitate.

L’eccesso di grasso corporeo, che si riflette in un aumento dell’indice di massa corporea (BMI), è un fattore di rischio ben stabilito per Il carcinoma del colon-retto. Ciò è di particolare importanza data la crescente prevalenza di sovrappeso e obesità tra i bambini e gli adolescenti che si è sviluppata negli ultimi decenni.

Tuttavia, gli studi che mettono in relazione obesità e carcinoma del colon-retto sono stati svolti in gran parte in soggetti con un’età molto variabile.

Per cercare di focalizzare l’attenzione su una specifica fascia di età, gli autori di questo nuovo studio hanno valutato oltre 6.000 pazienti con carcinoma del colon-retto, confrontandoli con 7.950 soggetti di controllo. I dati sono stati raccolti tra il 2003 e il 2020 nello studio DACHS, uno studio sulla popolazione dalla Germania. Da questi sono stati successivamente selezionati 747 pazienti e 621 controlli che avevano meno di 55 anni. Le età medie dei due gruppi sono così risultate rispettivamente di 48,4 e 48,7 anni.

Peso e altezza, autodichiarati, sono stati registrati all’età di 20 e 30 anni e circa 10 anni prima della diagnosi o del corrispondente colloquio per i soggetti di controllo.

Carcinoma del colon-retto e obesità nei giovani

I risultati hanno evidenziato come le prevalenze di sovrappeso e obesità sono costantemente aumentate dall’età di 20 anni a circa 10 anni prima della diagnosi tra i pazienti, o del colloquio, tra i controlli. Inoltre, erano più elevate tra i casi rispetto ai controlli a tutte le età.

Riguardo il rapporto tra peso corporeo e diagnosi di carcinoma del colon-retto, è emerso che un BMI più elevato era fortemente associato a un rischio più elevato di sviluppare un carcinoma del colon-retto a esordio precoce, indipendentemente da quando questo indice fosse stato registrato. Associazioni forti persistevano anche dopo un aggiustamento per più comuni fattori confondenti.

Più precisamente, un BMI ≥30 kg/m2, indicativo di obesità, all’età di 20, 30 e circa 10 anni prima della diagnosi/colloquio era associato a un incremento del rischio di sviluppare il carcinoma rispettivamente di 2,56, 2,06 e 1,88 volte, rispetto ai soggetti normopeso (BMI <25 kg/m2).

Anche se in misura meno consistente anche la presenza di un semplice sovrappeso (BMI da 25 a <30 kg/m2) all’età di 30 anni e circa 10 anni prima della diagnosi/colloquio è risultato associato ad un incremento del rischio di sviluppare la malattia di 1,34 e 1,46 volte rispettivamente.

Un altro aspetto interessante che emerge dai risultati è che l’associazione tra BMI e carcinoma è risultata più forte tra le donne che tra gli uomini, anche se, come ammettono gli stessi autori, nell’analisi non è stata raggiunta una differenza statisticamente significativa.

Peso corporeo e cancro: fattori ambientali e stile di vita

Questo studio ha certamente molti limiti, primo fra tutti quello di essere sostanzialmente retrospettivo, ma ha il merito di fornire dati precisi sul rapporto tra peso corporeo e sviluppo del carcinoma del colon-retto ad esordio precoce. Un problema di salute pubblica in consistente espansione.

Gli autori si spingono anche in speculazioni sui possibili meccanismi biologici alla base di questo rapporto tra un incremento del peso corporeo e lo sviluppo della neoplasia. Tra questi sono citati i cambiamenti nel metabolismo ormonale, dei livelli di insulina e del fattore di crescita insulino-simile, ma anche il coinvolgimento delle adipochine e dei fenomeni infiammatori. Tutto questo senza dimenticare il ruolo della componente genetica ed epigenetica e dei fattori ambientali e dello stile di vita. Proprio questi ultimi potrebbero avere un ruolo fondamentale nella patogenesi della malattia, considerando che sono i fattori che maggiormente si sono modificati negli ultimi decenni.

Pensando ai risultati di questo studio, e ai dati che indicano chiaramente un incremento dei casi di carcinoma del colon-retto tra i giovani, ci si chiede se gli attuali programmi di screening, solitamente riservati alle persone con 50 anni di età o più, non dovrebbero essere estesi anche ai soggetti più giovani, in presenza di fattori di rischio specifici, come l’obesità.

 

Franco Folino

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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