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Un farmaco promettente per la malattia di Crohn: il filgotinib

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Reperto istologico di malattia di Crohn/Wikimedia Commons

In un recente studio di fase 2 il filgotinib, confrontato verso placebo, ha indotto una remissione clinica della malattia in un significativo numero di pazienti, mantenendo un discreto profilo di sicurezza.

 

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Il filgotinib

Il filgotinib è un inibitore della chinasi Janus e agisce selettivamente sul sottotipo JAK1. Questa selettività è uno dei vantaggi principali di questo farmaco rispetto a molecole analoghe, poiché dovrebbe garantire una minore incidenza di effetti collaterali. La sua efficacia si basa sul fatto che un gran numero di citochine proinfiammatorie emettono segnali che sono mediati dal recettore JAK1.

Si tratta di una molecola di recente sviluppo che è in corso di valutazione non solo nei pazienti con malattia di Crohn, ma anche in quelli affetti da artrite reumatoide.

 

Lo studio

Lo studio, pubblicato sul Lancet e sponsorizzato da Galapagos, l’azienda belga che sta sviluppando la molecola, ha valutato 174 pazienti che sono stati randomizzati ad un trattamento con filgotinib o placebo. La sperimentazione ha coinvolto 52 centri in nove nazioni europee.

L’endpoint primario era la remissione clinica, definita come un punteggio CDAI (Crohn’s Disease Activity Index) inferiore a 150, misurato alla decima settimana.

Nell’analisi intention-to-treat, il 47% dei pazienti trattati con filgotinib evidenziava una remissione clinica (CDAI <150), rispetto al 23% dei pazienti che assumevano placebo. E’ interessante osservare che la proporzione di pazienti in cui è stata ottenuta la remissione della malattia è aumentata costantemente nel corso delle dieci settimane di trattamento.

La percentuale di pazienti con eventi avversi è stata simile nei due gruppi di trattamento. Gli effetti avversi gravi sono stati registrati nel 9% dei pazienti trattati con il farmaco e nel 4% dei pazienti appartenenti al gruppo di controllo. Infezioni gravi sono state riportate solo in quattro pazienti in trattamento attivo.

Le concentrazioni medie di emoglobina hanno evidenziato piccole fluttuazioni nel tempo, all’interno di valori normali di riferimento, in tutti i gruppi di trattamento. Effetti favorevoli sulla malattia sono emersi inoltre dalla valutazione dei punteggi istopatologici D’Haens, dalle indagini endoscopiche e dai biomarcatori dell’attività infiammatoria.

 

Una nuova opportunità per il futuro

I risultati di questa sperimentazione sembrano essere molto promettenti, evidenziando l’efficacia del filgotinib nel trattamento di pazienti affetti da malattia di Crohn, con una percentuale di successo che sfiora la metà dei soggetti trattati, pur con un’incidenza di effetti avversi molto contenuta.

Lo sviluppo di questo farmaco è ancora nelle fasi iniziali e dovrà passare ancora molto tempo prima che raggiunga i bachi delle farmacie. I risultati fanno però prevedere che il filgotinib potrà rappresentare un’arma estremamente efficace nel trattamento di una patologia cronica ed invalidante come la malattia di Crohn.

 

Cover image volume 389, Issue 10066

 

Vermeire S, et al. Clinical remission in patients with moderate-to-severe Crohn’s disease treated with filgotinib (the FITZROY study):  results from a phase 2, double-blind, randomised, placebo-controlled trial. Lancet 2017;389:266–275.

 

 

 

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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