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Il trattamento della dipendenza da benzodiazepine

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Negli ultimi decenni la quantità di benzodiazepine prescritte è quasi costantemente aumentata. Sono spesso prescritte per l’insonnia e l’ansia, ma in generale il trattamento primario ottimale di queste condizioni non è farmacologico, bensì dovrebbe iniziare con un approccio psicologico e comportamentale.

Ogni paziente che ha assunto benzodiazepine per più di 3-4 settimane, rischia di avere sintomi da astinenza se il farmaco è interrotto bruscamente. Allo stesso tempo, l’uso a lungo termine di benzodiazepine, a causa di fenomeni di tolleranza, può portare ad un aumento progressivo della dose, con il peggioramento della malattia di base e ad un ancor di più alto rischio di successiva astinenza.

Per questo le indicazioni al trattamento a lungo termine con benzodiazepine sono controverse.

Per affrontare il tema del trattamento delle dipendenze da benzodiazepine arriva ora un’accurata e completa revisione sull’argomento pubblicata sul New England Journal of Medicine.

Il lavoro inizia presentando le caratteristiche farmacologiche delle benzodiazepine, il loro uso clinico e i possibili effetti collaterali. Affronta quindi i principali aspetti della dipendenza da questi farmaci, discutendo i meccanismi fisiopatologici neurali alla base di questa condizione, le principali caratteristiche epidemiologiche e cliniche, nonché i sintomi più comuni che compaiono alla cessazione dei trattamenti a lungo termine.

Vengono infine presentate le terapie per combattere la dipendenza, inclusa la psicoterapia, e le misure per prevenirla.

 

 

Soyka M. Treatment of Benzodiazepine Dependence. N Engl J Med 2017; 376:1147-1157.

 

 

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