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Epicrisi: una coppia di aritmie

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Il tracciato Holter inizia con una coppia di extrasistoli ventricolari. Dopo la breve pausa riprende un ritmo sinusale, per quattro battiti, seguiti a loro volta da una coppia di battiti a QRS largo, con morfologia differente rispetto dalla precedente. Senza alcuna pausa, quest’ultima coppia è seguita da una tachicardia a complessi stretti con cicli RR non del tutto costanti, con una intaccatura sull’onda T, verosimilmente dovuta ad una onda P.  L’onda T dei tre complessi QRS che precedono la seconda coppia, nel terzo canale, sono alterate.

Le ipotesi che riguardano la tachicardia sopraventricolare sono:

  1. Una tachicardia atriale, i cui primi due battiti sono condotti con aberranza (blocco di branca destra); questa ipotesi sembra poco probabile, perché la morfologia delle onde P cambierebbe in modo radicale dalla coppia aberrante ai battiti successivi.
  2. Una tachicardia legata all’attivazione di una via anomala occulta, ancora una volta iniziata da un battito ventricolare che nasce sul tessuto di conduzione sinistro; in questo caso però dovremmo ammettere una retroconduzione attraverso la via anomala innescata dal secondo battito ventricolare; l’intervallo tra secondo battito ventricolare e primo battito a QRS stretto è però troppo breve e, con una conduzione retrograda più lenta sulla via anomala, dovremmo vedere un intervallo RP più prolungato.
  3. Una tachicardia intranodale, innescata da un battito ventricolare che nasce sul tessuto di conduzione sinistro, verosimilmente in prossimità del fascicolo anteriore, con una modalità di conduzione slow-slow.

Quest’ultima sembra essere l’ipotesi più probabile.

 

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