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Saltare la prima colazione espone ad un maggior rischio di aterosclerosi

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Le abitudini alimentari divergono sempre di più nella popolazione, ma disponiamo di molti studi che hanno indicato con precisione quali sono i cibi da preferire, per prolungare la vita ed evitare sgradevoli eventi cardiovascolari. Pochi studi però avevano considerato prima d’ora la colazione del mattino come un pasto le cui caratteristiche possono influenzare la salute del nostro sistema vascolare.

A pensarci è stato un gruppo di ricercatori spagnoli e nordamericani che hanno utilizzato i dati dello studio PESA (Progression of Early Subclinical Atherosclerosis) per valutare se la composizione della prima colazione fosse correlata allo sviluppo di una malattia aterosclerotica.

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Per la valutazione di quest’ultima, i pazienti sono stati sottoposti a uno studio ultrasonografico in territori multipli: carotidi, aorta addominale infra-renale e arterie ileofemorali. Inoltre, è stato valutato il calcio coronarico con tomografia computerizzata.

Le colazioni sono state classificate in tre classi, in base al loro contenuto calorico: colazione saltata (CS), ovvero il solo consumo di caffè, o caffè con latte, e succo di frutta (<5% di tutto l’introito calorico quotidiano); colazione ad alta energia (AE), per un consumo calorico superiore al 20% di tutto l’introito quotidiano; colazione a bassa energia (BE), per un consumo calorico compreso tra il 5 e il 20% rispetto all’introito calorico quotidiano.

Sono stati inclusi nell’analisi oltre 4.000 partecipanti.

I pazienti inclusi nel gruppo CS erano caratterizzati, rispetto gli altri due gruppi, dall’essere prevalentemente uomini, fumatori, e dall’aver cambiato dieta negli anni precedenti nel tentativo di perdere peso; consumavano inoltre la maggior quantità di calorie nel corso del pranzo.

I soggetti inclusi nel gruppo BE, al confronto con il gruppo AE erano più frequentemente uomini, con un livello di educazione inferiore, fumatori e anch’essi consumavano la maggior parte delle calorie nel corso del pranzo.

La prevalenza di aterosclerosi subclinica, non coronarica e generalizzata per i soggetti inclusi nell’analisi finale, è stata rispettivamente del 62,5%, del 60,3% e del 13,4%. La prevalenza più alta delle placche aterosclerotiche è stata riscontrata nelle arterie ileofemorali (44,2%) e nelle carotidi (31,5%). La più bassa prevalenza è stata osservata nell’aorta (24,6%).

Un’aterosclerosi subclinica è stata osservata più frequentemente nel gruppo CS, con una maggiore probabilità di avere placche nell’aorta addominale, nelle carotidi e nelle arterie ileofemorali.

Per quanto riguarda la presenza di aterosclerosi generalizzata e non coronarica, le probabilità erano significativamente più elevate per i soggetti che non facevano colazione, rispetto al gruppo AE (OR 1.55). I soggetti inclusi nel gruppo BE hanno evidenziato un rischio maggiore di presentare placche carotidee e ileofemorali (OR 1,21).

Questo studio dimostra quindi che non fare un’adeguata colazione del mattino espone a un maggiore rischio di sviluppare una malattia aterosclerotica, con riferimento a tutti i parametri di valutazione considerati nell’analisi.

In una valutazione di più ampio respiro andrebbe probabilmente considerato che il non fare colazione in modo proporzionato, è un segnale di un comportamento alimentare scorretto in generale. Dove l’assunzione di cibo non è equamente distribuita nel corso della giornata e dove i pasti successivi alla prima colazione sono molto più cospicui del dovuto, proprio nel tentativo di compensare la quota energetica non introdotta nelle prime ore della giornata.

 

Cover image Journal of the American College of Cardiology

 

Irina Uzhova, et al. The Importance of Breakfast in Atherosclerosis Disease Insights From the PESA Study. J Am Coll Cardiol 2017;70:1833–42.

 

 

 

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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