Il rapporto annuale dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità: ancora molto resta da fare

Come ogni anno l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) pubblica il suo report statistico con i dati provenienti dai 194 stati membri. Viene così presentata una vasta mole di dati che include tutte le principali aree di interesse medico sanitario, fotografando la situazione attuale e l’evoluzione nel tempo della salute nel mondo.

Tra i dati più interessanti presentati nel rapporto, emerge come nel 2015 ben 303.000 donne sono morte a causa di complicazioni della gravidanza o del parto. Quasi tutti questi decessi si sono verificati nei paesi a basso e medio reddito (99%). I tassi di mortalità al di sotto dei cinque anni di età sono migliorati, passando da 93 per 1.000 nati vivi nel 1990 a 41 su 1.000 nati vivi nel 2016.

La probabilità di morire di diabete, cancro, malattie cardiovascolari e broncopneumotatie croniche, tra i 30 e i 70 anni è scesa dal 22% del 2000 al 18% del 2016. Il numero totale di morti da malattie non trasmissibili è peraltro in aumento, a causa della crescita della popolazione e dell’invecchiamento.

Nel 2016 si sono verificati quasi 800.000 decessi per suicidio, con il tasso più alto in Europa (15,4 per 100.000 abitanti).

Tra il 2010 e il 2016 il consumo globale di alcol è rimasto stabile, a 6,4 litri di alcool puro per persona di 15 anni o più.

Causes of death in children under 5 years of age, 2016. (WHO)

Le morti per incidenti stradali sono aumentate dal 2000, raggiungendo 1,25 milioni nel 2013, ma il tasso di mortalità è stato 2,6 volte più alto nei paesi a basso reddito rispetto ai paesi ad alto reddito, nonostante il minor numero di veicoli circolanti in queste ultime regioni.

Proprio mentre in Italia si celebrano i 40 anni dall’introduzione della legge sull’aborto, il documento dell’OMS indica come nel mondo ci siano circa 12,8 milioni di nascite tra le adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni ogni anno. In particolare, in Italia il tasso è stato di 5,1 nati per 1.000 donne, nel periodo precedente al 2012.

Sempre in tema di adolescenti, si osserva come vi sia stato nel mondo un aumento di oltre dieci volte nel numero di bambini e adolescenti obesi, di età compresa tra i 5 anni e i 19 anni, negli ultimi quattro decenni: passando dagli 11 milioni del 1975 ai 124 milioni del 2016. Altri 213 milioni erano sovrappeso nel 2016 ma sono scesi sotto la soglia dell’obesità. Nel complesso questo significa che nel 2016 quasi 340 milioni di bambini e adolescenti di età compresa tra 5 e 19 anni, il 18,4%, erano sovrappeso o obesi a livello globale.

Non può mancare un capitolo dedicato all’inquinamento atmosferico, dove viene presentata la stima di circa 4,2 milioni di morti in tutto il mondo, nel 2016, a causa delle sostanze nocive respirate. Già nelle scorse settimane abbiamo presentato in un altro articolo uno specifico documento dell’OMS su questo tema.

Per quanto riguarda il fumo, l’OMS indica che nel 2016 oltre 1,1 miliardi di persone hanno fumato tabacco: il 34% dei maschi con più di 15 anni e oltre il 6% di tutte le donne in questa fascia di età.

Altro argomento di estrema attualità, in particolare nel nostro paese è quello dei vaccini. Il rapporto presenta in dettaglio la copertura vaccinale nel mondo. L’Italia è agli ultimi posti della classifica europea nella proporzione della popolazione target, coperta da tutti i vaccini inclusi nel programma nazionale, con un modesto 83%. Meglio di noi fanno Ungheria, Kazakistan e Turkmenistan, con una copertura del 99%.

Infine, un riferimento alle vittime di guerra, che nel 2016, sono state circa 180.000, escluse le morti legate ad effetti indiretti della guerra e dei conflitti, come la diffusione di malattie, malnutrizione e collasso dei servizi sanitari. Il tasso di mortalità globale a causa di conflitti negli anni compresi tra il 2012 e il 2016, con 2,5 morti ogni 100.000 abitanti, è stato più del doppio del tasso medio nel precedente quinquennio.

 

 

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