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Legalizzazione della cannabis: in Colorado le visite al Pronto Soccorso sono aumentate di 3 volte

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Dipartimenti di emergenza/Wikimedia commons

In seguito alla legalizzazione della marijuana, il Colorado ha visto un forte aumento delle visite in Pronto Soccorso legate al suo utilizzo. E’ quanto emerge da uno studio osservazionale pubblicato su Annals of Internal Medicine.

La liberalizzazione della cannabis

La cannabis è più spesso acquistata in forma di fiore per il fumo, ma prove aneddotiche suggeriscono che i prodotti di cannabis commestibili possono contribuire più spesso alle visite nel Dipartimento di Emergenza e possono essere più tossici dei prodotti inalabili.

Ricercatori della School of Medicine dell’Università del Colorado hanno esaminato i registri sanitari per 9.973 pazienti che si sono presentati al Dipartimento di Emergenza della UCHealth University of Colorado dal 2012 al 2016, per descrivere e confrontare le visite relative all’esposizione alla cannabis commestibile ed inalata.

In aumento le visite al Pronto Soccorso

I ricercatori hanno riscontrato un aumento di oltre 3 volte delle visite al Pronto Soccorso associate all’uso della cannabis nel periodo di tempo considerato, con un numero di visite causate dell’esposizione alla forma commestibile molto più alto del previsto. In particolare, la loro analisi ha mostrato che, sebbene il 10,7% delle visite fosse attribuibile alla cannabis commestibile, solo lo 0,32% delle vendite totali di cannabis (in chilogrammi di tetraidrocannabinolo [THC]) riguardavano prodotti commestibili.

Pertanto, rispetto alla cannabis inalabile, la percentuale osservata di visite attribuibili alla cannabis commestibile è stata circa 33 volte superiore a quella prevista. Gli autori hanno anche osservato che le visite di pazienti con problemi psichiatrici erano più comuni a seguito dell’esposizione alimentare rispetto ai prodotti della cannabis inalabili.

Il commento editoriale

Gli autori di un editoriale di accompagnamento del National Institute on Drug Abuse, National Institutes of Health affermano che questa ricerca ha importanti implicazioni cliniche e di salute pubblica. Sottolineano che la lenta velocità di assorbimento del THC ingerito per via orale rispetto al THC inalabile rende più difficile per gli utilizzatori di cannabis commestibile la titolazione delle dosi necessarie per raggiungere gli effetti farmacologici desiderati.

Inoltre, l’ampia varietà di preparati commestibili dall’aspetto innocuo può portare a un consumo eccessivo. Ciò può essere aggravato dall’etichettatura imprecisa del contenuto di cannabinoidi nei prodotti alimentari. Suggeriscono che la ricerca futura sugli effetti della cannabis dovrebbe concentrarsi sul contenuto di THC e cannabidiolo, sulla via di somministrazione, sulle dosi consumate, sul sesso, sull’età, sull’indice di massa corporea e sulle condizioni mediche per le quali potrebbe essere prescritta la cannabis.

 

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