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Arriva dalla Cina un incremento di emissioni di CFC, responsabili del buco dell’ozono

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Antarctic ozone September 2018. contains modified Copernicus Sentinel data (2018), processed by DLR/BIRA.

Secondo uno studio pubblicato su Nature questa settimana, le emissioni dalla Cina continentale orientale rappresentano almeno il 40-60% dell’aumento globale delle emissioni di triclofluorometano registrate dal 2013. Questo aumento sarà probabilmente il risultato di nuova produzione e utilizzo del composto, che è contrario all’accordo del Protocollo di Montreal siglato per eliminare gradualmente la produzione di clorofluorocarburi entro il 2010.

I clorofluorocarburi

I clorofluorocarburi, identificati dalla ben nota e famigerata sigla CFC sono composti chimici contenenti cloro, fluoro e carbonio. Sono in sostanza degli idrocarburi nei quali tutti o parte degli atomi d’idrogeno sono stati sostituiti da atomi di cloro e fluoro.

I CFC avevano trovato largo impiego come propellenti per aerosol e come agenti refrigeranti. Una volta però stabilita la loro responsabilità nella riduzione dello strato di ozono, ovvero nella creazione del “buco nell’ozono”, è stato deciso di bandirne l’uso a livello internazionale con il Protocollo di Montreal del 1987. In Italia, ad esempio, una legge ne ha disposto il blocco nel 2008.

Il triclorofluorometano, chiamato anche freon-11, CFC-11 o R-11 è un clorofluorocarburo. È stato il primo fluido refrigerante di largo impiego.

La concentrazione di CFC-11 nell’atmosfera torna a crescere

La concentrazione di CFC-11 nell’atmosfera è diminuita sostanzialmente dalla metà degli anni ’90. Tuttavia, l’anno scorso è stato riferito un rallentamento di questo calo che si evidenziava a partire dal 2012. È stato quindi suggerito che le emissioni globali di CFC-11 dovevano essere aumentate, ma le fonti responsabili non erano state identificate.

I dati di monitoraggio globale

Sunyoung Park, Matt Rigby e colleghi hanno combinato le osservazioni atmosferiche di Gosan, Corea del Sud e Hateruma, in Giappone, con dati di monitoraggio globale e modelli di trasporto di sostanze chimiche atmosferiche per indagare sulla fonte dell’aumento.

Gli autori indicano che le emissioni di CFC-11 dalla Cina continentale orientale sono state circa 7.000.000 di chilogrammi l’anno in più tra il 2014 e il 2017 rispetto al 2008-2012. Mostrano che l’aumento delle emissioni si manifesta principalmente intorno alle province nordorientali di Shandong e Hebei e che queste emissioni sono probabilmente il risultato di una nuova produzione e di un maggior utilizzo, non dichiarati.

 

 

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