Una riabilitazione fisica intensa dopo ictus porta a risultati migliori

Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Stroke, un allenamento a step ad alta intensità potrebbe far meglio progredire le capacità di deambulazione nei sopravvissuti a un ictus, rispetto all’allenamento tradizionale.

“Le persone che soffrono di ictus hanno spesso difficoltà a camminare e compromissioni dell’equilibrio. La riabilitazione dopo un ictus si concentra tradizionalmente sulla camminata a bassa intensità, di solito solo in una direzione, in avanti, che non fornisce uno stimolo sufficiente al sistema nervoso per consentire ai pazienti di affrontare situazioni del mondo reale, come superfici irregolari, scale o cambi di direzione”, ha detto l’autore dello studio T. George Hornby, professore di medicina fisica e riabilitazione presso la Scuola di Medicina dell’Università dell’Indiana a Indianapolis.

“Il nostro studio suggerisce che i pazienti con ictus possono eseguire esercizi di deambulazione di maggiore intensità e compiti più difficili di quanto si pensasse in precedenza. Dobbiamo andare oltre la riabilitazione tradizionale a bassa intensità per sfidare il sistema nervoso e cardiovascolare, in modo che i pazienti possano funzionare meglio nel mondo reale.”

La riabilitazione dopo un ictus: lo studio

I ricercatori hanno valutato 90 persone, di età compresa tra i 18 e gli 85 anni con debolezza su un lato del corpo che erano sopravvissute a un ictus almeno sei mesi prima.

I partecipanti hanno ricevuto un allenamento sia ad alta intensità eseguendo compiti variabili e difficili, sia con esercizi ad alta intensità con camminate solo in avanti o esercizi a bassa intensità di compiti variabili. I compiti variabili includevano camminare su superfici irregolari, su pendenze e scale, oltre a ostacoli posizionati casualmente su un tapis roulant e attraverso una trave di equilibrio.

I risultati dello studio hanno evidenziato che i partecipanti sottoposti a un allenamento variabile ad alta intensità e gli esercizi ad alta intensità con la camminata in avanti, camminavano poi più velocemente e più lontano del gruppo di allenamento variabile a bassa intensità.

Per tutti gli esiti valutati dallo studio, dal 57% all’80% dei partecipanti nei gruppi ad alta intensità ha avuto importanti miglioramenti clinici, mentre solo il 9-31% dei partecipanti li ha fatti registrare dopo un allenamento a bassa intensità.

Un miglioramento dell’equilibrio dinamico

L’allenamento variabile ad alta intensità ha comportato anche un miglioramento dell’equilibrio dinamico mentre si cammina e una maggiore sicurezza dell’equilibrio.

Hornby ha osservato che non si sono verificati eventi avversi gravi durante le sessioni di allenamento, suggerendo che i sopravvissuti all’ictus possono essere spinti a una maggiore intensità camminando con compiti variabili durante la riabilitazione.

“La riabilitazione che consente la pratica della camminata senza mettere alla prova il sistema nervoso non fa abbastanza nel recupero di un paziente dopo un ictus”, ha detto Hornby. “Abbiamo scoperto che quando i pazienti con ictus vengono spinti più a fondo, vedono maggiori cambiamenti in meno tempo, il che si traduce in servizi di riabilitazione più efficienti e mobilità migliorata”.

 

 

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