Asma: l’abuso dei β2 agonisti si accompagna a un aumento di esacerbazioni e mortalità

L’abuso dei β2 agonisti a breve durata d’azione si associa a un aumento del rischio di esacerbazione della malattia e della mortalità. Questi i risultati di un recente studio, pubblicato con libero accesso sullo European Respiratory Journal, che sottolinea l’importanza di uno stretto monitoraggio del consumo di questi farmaci, per migliorare la gestione della malattia asmatica.

Uso e abuso degli agonisti β2 a breve durata d’azione

L’asma colpisce circa 300 milioni di persone in tutto il mondo. Tra i farmaci inalatori prescritti più spesso nei pazienti con questa malattia vi sono i β2 agonisti a breve durata d’azione. L’uso frequente di questo trattamento è peraltro un marker riconosciuto di scarso controllo della malattia stessa e un segnale di avvertimento per imminenti attacchi di asma gravi e di morte per asma.

Il segnale d’allarme è così forte che nel regno unito il Royal College of Physicians ha raccomandato una sorveglianza elettronica della frequenza di prescrizione di questi farmaci, per avvisare i medici nel caso i malati ne consumino quantità eccessive.

In questo nuovo studio i ricercatori hanno cercato di portare nuovi dati sulla relazione esistente tra abuso di β2 agonisti a breve durata d’azione (SABA), scarso controllo dell’asma ed esiti avversi per la salute. La ricerca si integra con il programma globale SABINA (SABA use IN Asthma).

Il consumo di farmaci nell’asma

I ricercatori svedesi hanno utilizzato i dati raccolti nei registri sanitari nazionali, includendo nello studio oltre 365.000 pazienti con asma, di età compresa tra 12 e 45 anni, con 2 o più raccolte in farmacia di medicinali per la malattia polmonare nel periodo 2006-2014.

La scelta di escludere pazienti con più di 45 anni è stata legata alla volontà di non includere nella ricerca pazienti con forme di broncopneumopatia ostruttiva.

L’uso eccessivo di SABA è stato definito dalla raccolta in farmacia di tre o più confezioni di farmaco in un periodo di riferimento di un anno dopo l’inclusione. Sono stati inoltre creati tre sottogruppi in base al numero delle confezioni di farmaco raccolti: 3–5, 6–10 e più di 11 contenitori/anno di riferimento.

Per quanto riguarda gli endpoint dello studio, l’esacerbazione dell’asma è stata definita come una raccolta in farmacia di un trattamento con corticosteroidi orali o una visita al pronto soccorso e/o il ricovero per asma. Durante il periodo di studio è stata valutata inoltre la mortalità per tutte le cause, respiratoria e asmatica.

Asma: un indicatore prognostico sfavorevole

Nel corso di un follow-up medio di 85 mesi circa il 30% dei pazienti ha fatto registrare un abuso dei SABA. Tra questi, il 21% ha raccolto 3–5 contenitori, il 7% 6–10 contenitori e il 2% oltre 11 contenitori/anno.

Maggiore è stato il numero di contenitori raccolti in farmacia, più alto è stato il rischio esacerbazione della malattia, con rapporti di rischio crescenti nei tre gruppi considerati: rispettivamente 1,26, 1,44 e 1,77.

Per quanto riguarda la mortalità, un maggiore uso di SABA è stato associato ad un suo aumento, anche in questo caso con un incremento progressivo nei tre gruppi di pazienti, con rapporti di rischio rispettivamente di 1,26, 1,67, e 2,35. Questo incremento ha riguardato la mortalità per tutte le cause, quella respiratoria e quella legata all’asma.

Il controllo delle prescrizioni

Gli autori sottolineano come i pazienti con asma ben controllato non dovrebbero aver bisogno di una terapia con SABA più di due volte a settimana, mentre i loro risultati evidenziano come ben un terzo dei pazienti asmatici in Svezia ha raccolto tre o più confezioni di questi medicinali ogni anno.

D’altra parte, viene confermato come il consumo di questi farmaci rappresenti un inequivocabile marker di esacerbazione della malattia e un indice prognostico sfavorevole.

Un attento monitoraggio del consumo dei SABA, da predisporre attraverso i registri sanitari elettronici, potrebbe aiutare i medici a sorvegliare l’andamento clinico della malattia, con la possibilità di intervenire precocemente nel caso si prospettasse un aggravamento.

 

Franco Folino

 

 

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