L’arresto cardiaco da overdose è molto più frequente di quanto si pensasse

Uno studio completo, della durata di 7 anni, che ha valutato i decessi attribuiti ad arresto cardiaco extra ospedaliero a San Francisco, ha rilevato che più di uno su sei di questi decessi erano in realtà dovuti ad una overdose occulta. Questi risultati suggeriscono che le stime nazionali di mortalità per overdose pubblicate possono essere sostanzialmente sottostimate. La ricerca è stata pubblicata recentemente, come research report, sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Arresto cardiaco da overdose: più di un decesso su sei dovuto ad overdose

I ricercatori dell’Università della California, San Francisco, hanno condotto un’analisi case-series dello studio POST SCD (POstmortem SysTematic Investigation of Sudden Cardiac Death). Lo scopo è stato quello di confrontare le caratteristiche dei decessi occulti per overdose, dovuti ad arresto cardiaco extra ospedaliero, con tutte le altre cause di decessi per questa causa. Inoltre, gli autori della ricerca hanno classificato le sostanze primarie intossicanti coinvolte in ogni morte indagata e hanno valutato se la sostanza fosse stata assunta dietro prescrizione medica.

Grazie allo studio tossicologico e all’autopsia, i ricercatori hanno scoperto che più di un decesso su sei attribuito ad un arresto cardiaco extraospedaliero era in realtà dovuto a una overdose. La maggior parte delle morti per overdose occulta coinvolgeva più farmaci, inclusi gli oppioidi, e circa la metà degli intossicanti erano stati prescritti da un medico.

Arresto cardiaco da overdose: l’importanza dell’analisi tossicologica

Questi risultati hanno importanti implicazioni a livello nazionale, poiché il tasso di mortalità da overdose corretto per età di San Francisco è quasi identico al tasso di mortalità da overdose mediano nazionale. Di conseguenza, le stime di mortalità nazionale pubblicate, basate su episodi di overdose riconosciuti, possono sottostimare significativamente il vero impatto di questo evento. Questo perché le morti per overdose occulte, mascherate da morti cardiache improvvise, non vengono diagnosticate correttamente se non viene effettuata un’analisi tossicologica post-mortem.

Secondo i ricercatori, i loro risultati affermano la necessità di sforzi continui per combattere l’epidemia di oppioidi e che i responsabili politici dovrebbero prendere in considerazione l’utilizzo del naloxone in centri di rianimazione che intervengono sui pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero.

Anche se questa ricerca è stata svolta in un precisa aerea metropolitana degli stati uniti, i risultati meritano considerazione in molti paesi, dove i casi di overdose sono comunque frequenti.

 

 

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