Cellule endoteliali portate nello spazio per essere studiate

Una cellula endoteliale umana che è stata trasportata in volo alla Stazione Spaziale Internazionale e poi riportata sulla Terra per essere analizzata. Questo esperimento è parte di un piano volto ad aiutare i ricercatori a mantenere sani gli astronauti nello spazio.
Le cellule endoteliali rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni e contribuiscono ai fenomeni di vasocostrizione e vasodilatazione. Per questa ragione sono di particolare importanza per la regolazione della pressione arteriosa.

Meccanismi adattativi

L’esperimento sulle cellule endoteliali è volato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2015, per capire come le cellule reagiscono all’assenza di gravità.
Il flusso sanguigno cambia nello spazio, perché la gravità non spinge più il sangue verso i piedi degli astronauti. Comprendendo i meccanismi adattativi sottostanti di come il nostro corpo risponde all’assenza di gravità, l’esperimento mira a sviluppare metodi per aiutare gli astronauti nello spazio. Al contempo però può fornire importanti informazioni anche per le persone che vivono sulla Terra, per cercare di mantenere in salute le cellule endoteliali, considerando che vanno comunque incontro ad un processo di invecchiamento.
Le cellule endoteliali umane utilizzate nell’esperimento sono state coltivate nello spazio nell’incubatore Kubik dell’ESA, per una settimana, e poi “congelate” chimicamente per essere analizzate sulla Terra.

Cambiamenti nell’espressione genica

Come previsto, le cellule hanno iniziato a esprimere i geni in modo diverso rispetto alle cellule che sono rimaste sulla Terra, attaccandosi e muovendosi in modo diverso nello spazio. Dopo un attento confronto in laboratorio, i ricercatori hanno pubblicato un documento con i primi risultati che confermano che le cellule soffrono di stress a causa del volo spaziale.
È importante sottolineare che la ricerca sta mostrando come le cellule si adattano allo stress e fornisce indizi su come possiamo aiutare le cellule endoteliali a rimanere sane nello spazio e nei pazienti sulla Terra.
L’immagine in evidenza mostra cellule endoteliali capillari umane HMEC-1, osservate utilizzando un microscopio a micro-raggio PALM Zeiss a fluorescenza con ingrandimento 63x.

 

 

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