Home Ecologia Anche la NASA pensa ecologico

Anche la NASA pensa ecologico

295
0

Quando pensiamo alla NASA ci immaginiamo gli altissimi vettori o gli Space shuttle che salgono verso il cielo, tra immense nubi di condensa, bruciando migliaia di tonnellate di combustibile. L’inquinamento prodotto in questi lanci è molto differente qualitativamente rispetto a quello tipico delle nostre città, ma ha certamente un impatto significativo.

La NASA però è anche impegnata per sviluppo di tecnologie eco-compatibili ed in particolare ai motori a propulsione elettrica per aerei. La dimostrazione concreta ne è il progetto recentemente presentato dall’agenzia spaziale americana, che ha portato alla creazione di “Maxwell”, un piccolo aeromobile equipaggiato con 14 motori elettrici integrati nelle ali, che lo rendono più efficiente e più rispettoso dell’ambiente. Il velivolo deve il suo nome a James Clerk Maxwell, fisico scozzese pioniere dell’elettromagnetismo.

adv

ala propulsione elettrica NASA

Questo velivolo così innovativo è il risultato di un’evoluzione di un bimotore leggero italiano il Tecnam P2006T, in cui i due motori a pistoni a gas sono stati sostituiti da motori elettrici: 12 sul bordo d’attacco, per decolli e atterraggi, e un motore più grande su ogni estremità dell’ala, per l’impiego a quota di crociera.

Si stima che con questo aeromobile si otterrà una riduzione di cinque volte l’energia necessaria ad un aereo di simili dimensioni che voli ad una velocità di crociera di 175 mph. L’efficienza energetica del velivolo consente di ridurre i tempi di volo, il consumo di carburante e i costi operativi di ben il 40 per cento.

Altro punto di forza della propulsione elettrica è ovviamente la riduzione del rumore, decisamente fastidioso per passeggeri e persone sorvolate.

Articolo precedenteUn nuovo aggiornamento per le linee guida sullo scompenso cardiaco
Articolo successivoIl rischio di demenza dopo emorragia cerebrale
franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui