L’utilità dei filtri aortici per prevenire lesioni cerebrali emboliche correlate a TAVI

La stenosi aortica rappresenta una delle più diffuse patologie cardiologiche dell’anziano e molto spesso la decisione di intervenire o meno chirurgicamente è una scelta molto difficile.

Negli ultimi anni la possibilità di sostituire la valvola aortica stenotica con una protesi, attraverso una procedura transcatetere, nota come TAVI (transcatheter aortic valve implantation) si è fatta sempre più concreta ed è ormai un’alternativa sicura ed efficace all’intervento chirurgico classico.

Anche la TAVI però non è scevra da inconvenienti. Il più comune è la comparsa di un blocco atrioventricolare, dovuto agli effetti meccanici compressivi della valvola artificiale sulle strutture anatomiche del nodo, ma lo stroke è forse tra le complicazioni più temibili.

Per ovviare a questo problema sono stati prodotti numerosi device, che consentono di fermare gli emboli nei vasi sovraortici, con risultati sostanzialmente positivi.

Lo scorso 9 agosto è stato pubblicato su JAMA un lavoro che ha analizzato l’efficacia di uno di questi filtri nel prevenire eventi ischemici cerebrali.

Il device adottato è il TriGuard HDH embolic deflection device, prodotto da KeystoneHeart, che viene inserito all’origine dei vasi sovraortici prima di impiantare la valvola e viene rimosso al termine della procedura.

L’end point primario era rappresentato dalla riduzione numerica, valutata con risonanza magnetica, delle lesioni cerebrali rispetto ai valori basali, due giorni dopo TAVI, nei territori potenzialmente protetti.

Sono stati randomizzati 100 pazienti in due gruppi, con e senza impianto del device, con un’età media di circa 80 anni.

Nelle regioni potenzialmente protette, la mediana delle nuove lesioni a due giorni era più bassa nel gruppo con filtro rispetto al gruppo di controllo (4 versus 10). Considerando dimensionalmente i volumi delle lesioni, questi erano minori del gruppo con filtro rispetto ai controlli (242 mm3 versus 527 mm3). Anche nella valutazione a sette giorni il numero di nuove lesioni era inferiore nei pazienti trattati con device (3 versus 7).

Questo studio sembra quindi confermare l’utilità dei filtri aortici nella prevenzione di lesioni cerebrali ischemiche.

L’impianto del filtro certamente complica e prolunga la procedura, tanto che nel presente studio il tempo di esposizione radiologica era significativamente maggiore quando era impiantato anche il device (17.4 minuti, 14.4 minuti), ma certamente può evitare complicazioni neurologiche in pazienti anziani, cambiando radicalmente non solo la prognosi quoad vitam, ma soprattutto quella quoad valetudinem.

 

Haussig S, et al. Effect of a Cerebral Protection Device on Brain Lesions Following Transcatheter Aortic Valve Implantation in Patients With Severe Aortic Stenosis The CLEAN-TAVI Randomized Clinical Trial. JAMA. 2016;316(6):592-601.

 

 

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