Home Cardiologia L’aterosclerosi coronarica negli atleti che assumono steroidi androgeni anabolizzanti

L’aterosclerosi coronarica negli atleti che assumono steroidi androgeni anabolizzanti

497
0

Gli steroidi androgeni anabolizzanti sono tra le sostanze dopanti più utilizzate dagli atleti, principalmente allo scopo di aumentare la massa muscolare. Pur se diffusi in differenti discipline sportive, trovano un impiego particolare nel sollevamento pesi e nel body building.

D’altra parte l’assunzione di queste sostanze, che solitamente avviene per un lungo periodo, si può associare a gravi effetti avversi e può provocare danni irreversibili in alcuni organi. Quelli più comuni sono una ridotta fertilità, la ginecomastia negli uomini e la mascolinizzazione nella donna, l’ipertensione arteriosa e un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue. Altri effetti collaterali sono a carico del fegato, come ittero, disfunzioni epatiche, alterazione del sistema della coagulazione con potenziamento della fibrinolisi. Negli adolescenti si può avere un arresto della crescita, a causa della chiusura precoce delle epifisi.

adv

Purtroppo, al contrario di quanto si potrebbe pensare, l’impiego di steroidi anabolizzanti non è limitato nello sport professionistico, ma si è via via sempre più diffuso anche in ambito amatoriale, moltiplicando esponenzialmente il numero di soggetti esposti al rischio di eventi avversi.

Proprio in base agli effetti indotti da queste sostanze, è facile prevedere un effetto aterogeno significativo, con rilevanti ripercussioni sul profilo di rischio cardiovascolare.

Per chiarire questi aspetti, è stato recentemente pubblicato su Circulation un lavoro che ha voluto confrontare alcune variabili ecocardiografiche (funzione sistolica e diastolica) e il volume delle placche coronariche all’angio TAC, in 86 uomini che assumevano androgeni anabolizzanti da due o più anni e 54 uomini che non ne facevano uso.

I risultati hanno evidenziato che gli atleti che utilizzavano sostanze anabolizzanti presentavano una riduzione sia della frazione di eiezione del ventricolo sinistro (52% vs 63%) che della funzione diastolica.

Rilievo ancor più importante, gli atleti trattati avevano un volume di placca coronarica superiore rispetto ai non utilizzatori e la dose di anabolizzanti assunta nel coso della vita, si associava in modo significativo al volume aterosclerotico coronarico complessivo.

Questo studio ha il merito di fare chiarezza su un argomento controverso, dimostrando senza dubbio gli effetti negativi degli steroidi anabolizzanti sul cuore ed in particolare a livello coronarico.

Quanto emerso dovrebbe spingere ad una più profonda sensibilizzazione degli atleti, professionisti e amatori, sui possibili effetti avversi di queste sostanze, la cui reale diffusione è quasi certamente sottostimata, e costantemente in crescita.

L’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha pubblicato nel gennaio 2017 una lista aggiornata delle sostanze proibite, nella quale sono elencate le sostanze anabolizzanti vietate nelle competizioni sportive.

 

Circulation: 135 (21)

 

Baggish AL, et al. Cardiovascular Toxicity of Illicit Anabolic-Androgenic Steroid Use. Circulation, May 23, 2017, Volume 135, Issue 21.

 

 

 

 

 

Articolo precedenteNuove dimostrazioni sulla differenziazione in linee ematopoietiche di cellule staminali o adulte
Articolo successivoIntegratori di calcio e vitamina D: lo stato dell’arte
franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui