Per ridurre la mortalità è necessario consumare più grassi e meno carboidrati

I dati di questo recente studio potrebbero rivoluzionare le indicazioni nutrizionali nei prossimi anni. Viene infatti rivalutato il ruolo dei grassi totali, mentre appare decisamente sfavorevole quello dei carboidrati, in grado di far peggiorare in modo significativo la sopravvivenza.

L’articolo è stato pubblicato online su The Lancet lo scorso 29 agosto e ha presentato i risultati dello studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), una sperimentazione che ha coinvolto 18 nazioni, distribuite nei cinque continenti. I pazienti inclusi sono stati oltre 135.000, e sono stati seguiti per un follow-up medio di 7,4 anni, nel corso del quale sono state registrate le abitudini alimentari e gli eventi clinici.

L’endpoint principale è stato la mortalità totale e gli eventi cardiovascolari maggiori, quali morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e scompenso cardiaco.

I risultati hanno evidenziato come le regioni dove si consumano più carboidrati sono la Cina, l’Africa e il sud dell’Asia, tanto che in quest’ultima area il 65% della popolazione trae dai carboidrati il 60% dell’energia della dieta. Il maggior consumo di grassi è stato registrato nel Nord America, in Europa, in Medioriente e nel sudest asiatico.

Un maggior consumo di carboidrati è risultato associato ad un maggiore rischio di mortalità totale (HR 1,28) e di mortalità non cardiovascolare (HR 1,16). Al contrario, non sono emerse associazioni significative tra il consumo di carboidrati e l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori, infarto miocardico, ictus e mortalità cardiovascolare.

Per quanto riguarda il consumo di grassi, i soggetti che ne assumevano in quantità maggiore hanno evidenziato un rischio ridotto per la mortalità totale (HR 0,77), l’ictus (HR 0,82) e la mortalità non cardiovascolare (HR 0,70). Anche in questo caso non sono emerse associazioni significative tra il consumo di grassi e l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori, infarto miocardico, ictus e mortalità cardiovascolare.

Guardando al tipo specifico di grassi assunti, è emerso come un maggior introito di grassi saturi sia inversamente associato al rischio per mortalità totale (HR 0,86), ictus (HR 0,79) e morte non cardiovascolare (HR 0,86).

Allo stesso modo, l’assunzione di grassi insaturi o polinsaturi si associava ad un rischio minore per mortalità totale e per la morte non cardiovascolare.

I risultati di questo studio sembrano così modificare radicalmente quanto finora comunemente conosciuto nei confronti di una dieta ricca di grassi. Una dieta ricca di grassi, saturi ed insaturi, ha esercitato sulla popolazione valutata un  effetto benefico nei confronti della mortalità e dell’incidenza di ictus.  

Al contrario, gli elementi critici della dieta sembrano essere i carboidrati che hanno dimostrato un chiaro impatto negativo sulla sopravvivenza.

Non si tratta del primo studio che arriva a queste conclusioni. In realtà si tratta di una conferma a recenti sperimentazioni e metanalisi che già avevano prospettato un ruolo positivo del consumo di grassi.

Come conciliare queste evidenze con la fondamentale associazione negativa tra livelli elevati di colesterolo ematico e rischio cardiovascolare? Non è cosa semplice. Va in questo caso ipotizzato che vi possa essere un disaccoppiamento tra la quantità di grassi assunti con la dieta e la concentrazione dei lipidi ematici. Oppure che vi sia un meccanismo indipendente, benefico, dei grassi svincolato dal colesterolo plasmatico. Tutto situazioni piuttosto difficili da immaginare.  Certo è che a questo punto sembra indispensabile armonizzare dati epidemiologici e meccanismi fisiopatologici. Se i dati presentati da questo ed altri studi simili saranno ulteriormente confermati, assisteremo probabilmente, in un prossimo futuro, ad un radicale cambiamento nei consigli dietetici per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e più in generale per il miglioramento della salute pubblica.

 

Franco Folino

Cover image volume 390, Issue 10099

Mahshid Dehghan, et al. Associations of fats and carbohydrate intake with cardiovascular disease and mortality in 18 countries from five continents (PURE): a prospective cohort study. The Lancet, Published Online August 29, 2017.

 

 

 

 

 

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