Quanti anni si vivono da anziano non autosufficiente? I cambiamenti dal 1991 al 2011

Si tratta di uno studio condotto nel Regno Unito ma può comunque fornire interessanti indicazioni su come sta cambiando l’impegno sociale nei confronti degli anziani non autosufficienti.

Nella sperimentazione, pubblicata con libero accesso sul Lancet, sono stai confrontati due studi, condotti su aspetti cognitivi e invecchiamento (CFAS I e CFAS II), in soggetti con 65 o più anni, realizzati in due distinti decenni: 1991 e 2011.

Le informazioni raccolte nel corso di interviste comprendevano gli aspetti sociodemografici di base, lo stato cognitivo, l’incontinenza urinaria e le attività di vita quotidiana.

Sono stati classificati quattro stati di dipendenza: alta dipendenza (24-h di cura), media dipendenza (cura quotidiana), bassa dipendenza (intervento meno che quotidiano) e non dipendenza.

Aspettativa di vita e anni passati in differenti stati di dipendenza.

Dal 1991 e il 2011 è stato evidenziato un aumento significativo degli anni vissuti in dipendenza. La maggioranza degli anni extra di vita degli uomini è stata spesa in modo indipendente (36%) o con una bassa dipendenza (36%), mentre per le donne la maggioranza degli anni è stata spesa con bassa dipendenza (58%) e solo il 4,8% erano indipendenti.

In media, un uomo passa ora 2,4 anni con la necessità di cure sostanziali, mentre per la donna gli anni sono 3.

Lo studio conclude con una stima particolarmente interessante: se le proporzioni di dipendenza e cura rimarranno costanti in futuro, l’ulteriore invecchiamento della popolazione richiederà entro il 2025 ulteriori 71.215 posti in case di cura per anziani non autosufficienti.

La ricerca suggerisce che l’attuale crisi di assistenza sociale è dovuta non solo al crescente numero di soggetti molto anziani, con una maggiore morbilità e un maggiore utilizzo di servizi sanitari e sociali, ma che questi soggetti stanno passando la maggior parte della loro vita restante con una necessità di cure basse ed elevate. Le basse necessità di assistenza hanno implicazioni per la famiglia e gli amici, che forniscono un supporto non retribuito, considerando che questa bassa dipendenza difficilmente porterà all’ammissione a strutture di cura pubbliche. Le necessità elevate di assistenza hanno implicazioni significative per la futura pianificazione della fornitura di servizi comunitari di cura e assistenza, nonché delle relative risorse finanziarie necessarie per questi servizi.

 

Cover image volume 390, Issue 10103

 

Andrew Kingston. Et al. Is late-life dependency increasing or not? A comparison of the Cognitive Function and Ageing Studies (CFAS). Lancet 2017; 390: 1676–84. Published Online August 15, 2017.http://dx.doi.org/10.1016/S0140-6736(17)31575-1

 

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

16 + 6 =