Il trattamento della BPCO: riscontri favorevoli per la triplice terapia inalatoria

La triplice terapia inalatoria è solitamente utilizzata in pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che non sono controllati dalla somministrazione di una doppia broncodilatazione con un β2-agonista a lunga durata d’azione associato a un’antagonista muscarinico a lunga durata d’azione, oppure un β2-agonista a lunga durata d’azione associato a un corticosteroide per via inalatoria.

La combinazione dei tre farmaci è composta da un corticosteroide, un β2-agonista a lunga durata d’azione e antagonista muscarinico a lunga durata d’azione.

L’efficacia e la sicurezza di questo approccio terapeutico, è stata valutata in un recente studio, pubblicato su The Lancet, e sponsorizzato dalla Chiesi Farmaceutici, che ha confrontato in disegno randomizzato, in doppio cieco, double-dummy, duplice e triplice trattamento inalatorio. I pazienti valutati sono stati oltre 1500, tutti con BPCO sintomatica, limitazione del flusso aereo grave o molto grave e almeno una esacerbazione moderata o grave della malattia nell’anno precedente.

I soggetti inclusi sono stati avviati a 52 settimane di trattamento con due inalazioni di un’associazione di beclometasone dipropionato, formoterolo fumarato e glicopirronio (87μg/5μg/9 μg) extrafine, due volte al giorno, o a un’inalazione di indacaterolo più glicopirronio (85μg/43μg) al giorno.

L’outcome principale dello studio è stato il tasso di esacerbazioni della BPCO, moderate o severe, nel corso delle 52 settimane di trattamento.

I risultati hanno evidenziato come le riacutizzazioni sono state mediamente 0,50 per paziente/anno nel gruppo trattato con triplice terapia e 0,59 per paziente per anno per quelli che avevano assunto la duplice terapia.

Eventi avversi sono stati registrati nel 64% dei pazienti trattati con l’associazione dei tre farmaci e nel 67% di quelli trattati con la doppia terapia inalatoria. La polmonite si è verificata con simile frequenza nei due gruppi di trattamento.

Considerando alcuni dei sottogruppi valutati dall’analisi, i pazienti con bronchite cronica, che avevano ricevuto la triplice terapia, avevano un tasso di esacerbazione significativamente ridotto rispetto all’altro gruppo di trattamento, mentre non vi erano differenze significative considerando i pazienti con solo enfisema e in quelli con bronchite ed enfisema.

La variazione media aggiustata della FEV1 rispetto al basale è risultata significativamente più elevata nei pazienti trattati con la triplice terapia, a 12 e a 40 settimane, nonché considerando i valori medi nell’intero periodo di trattamento.

Questo studio dimostra quindi una superiorità in termini di efficacia della triplice terapia inalatoria, nei confronti della semplice associazione indacaterolo/glicopirronio. Evidenzia inoltre anche un buon profilo di sicurezza del trattamento, rassicurando in particolare per quanto riguarda gli eventi avversi cardiovascolari, potenzialmente indotti dall’associazione dei tre farmaci.

 

 

Cover image volume 391, Issue 10120

 

Alberto Papi, et al. Extrafine inhaled triple therapy versus dual bronchodilator therapy in chronic obstructive pulmonary disease (TRIBUTE): a double-blind, parallel group, randomised controlled trial. The Lancet Published Online February 8, 2018.

 

 

 

 

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