Negli ultimi 26 anni la mortalità nei bambini tra i 5 e i 14 anni si è ridotta di circa il 50%

Sembra una riduzione enorme, ma sta a testimoniare non solo il grande progresso ottenuto nell’ultimo quarto di secolo, ma anche quanto grave fosse la situazione in un passato non troppo lontano.

I risultati sono frutto di un’analisi svolta sui dati del Global Burden of Disease Study 2016, e pubblicata online in questi giorni su The Lancet Child & Adolescent Health, da un gruppo di ricercatori internazionali.

In questa occasione sono state analizzate le cause di morte di bambini e adolescenti di età compresa tra i 5 e i 14 anni, nel periodo di tempo che va dal 1990 al 2016, in 51 delle 53 regioni europee dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nella fascia di età compresa tra i 5 e i 9 anni la mortalità si è ridotta significativamente dal 1990 al 2016, passando da 46,3 a 19,5 casi per 100.000 abitanti, con un calo del 58%.

Considerando i bambini di età compresa tra i 10 e i 14 anni la riduzione è di poco inferiore in termini percentuali, con una mortalità che è scesa da 37,9 a 20,1 casi per 100.000 abitanti, riflettendo un calo del 47,1%.

Nel 1990 le principali cause di decesso nei bambini della fascia 5-9 anni sono state le lesioni traumatiche (22,5 casi per 100.000 abitanti), seguite dalle malattie non trasmissibili (neoplasie, malattie cardiache o polmonari, ecc.; 15,1 casi per 100.000 abitanti), mentre nel 2016 sonno queste ultime a salire al vertice di questa classifica (8,6 casi per 100.000 abitanti), per la significativa riduzione degli eventi traumatici (7,5 casi per 100.000 abitanti).

La fascia di età superiore, 10-14 anni, ha evidenziato cambiamenti simili tra il 1990 e il 2016, con una significativa riduzione degli eventi traumatici (da 19,4 a 8,7 casi per 100.000 abitanti), e delle malattie non trasmissibili (da 13,7 a 8,9 casi per 100.000 abitanti), che restano le principali cause di mortalità.

Più in dettaglio, nel 2016, considerando l’intera fascia di età compresa nell’analisi, la principale causa di morte è stata l’incidente stradale, seguita dalle infezioni del tratto respiratorio inferiore e dagli annegamenti. Nello stesso anno, le lesioni traumatiche nel loro complesso (lesioni stradali, annegamento e altre lesioni) hanno causato il 38,7% dei decessi totali nei bambini di età compresa tra 5 e 9 anni e il 43,5% dei decessi in quelli tra i 10 e i 14 anni.  Le neoplasie hanno provocato il 20,1% dei decessi in bambini di età compresa tra 5 e 9 anni e il 18,9% dei decessi in quelli della fascia di età 10-14 anni.

Ovviamente le sottoanalisi mettono in luce notevoli differenze considerando i risultati provenienti dalle differenti nazioni che hanno composto il territorio studiato.

 

I dati italiani

Dai dati pubblicati si possono derivare gli specifici tassi di mortalità rilevati in Italia.

Si osserva così, come nel 2016 la principale causa di morte nell’intera fascia di età considerata (5-14 anni) siano le neoplasie (1,4 casi per 100.000 abitanti), seguite dall’incidente stradale (1,2 casi per 100.000 abitanti), dalla leucemia (1,1 casi per 100.000 abitanti) e dai difetti congeniti alla nascita (0,7 casi per 100.000 abitanti).

Analizzando la fascia di età minore (5-9 anni) la classifica delle principali cause di mortalità nel 2016, vede al primo posto la leucemia, seguita dagli incidenti stradali e dalle neoplasie cerebrali o del tessuto nervoso.

La stessa classifica per la fascia di età 10-14 anni, vede al primo posto gli incidenti stradali, seguiti dalla leucemia e da altre neoplasie (non del sistema nervoso).

 

Si piò fare ancora molto

Il principale dato messo in luce da quest’analisi è certamente la sostanziale riduzione della mortalità complessiva nei bambini/adolescenti di età compresa tra i 5 e i 14 anni, avvenuta negli ultimi 26 anni nelle regioni europee. Anche se esiste ancora un sostanziale divario tra stato e stato, i cambiamenti sono certamente positivi, ma c’è ancora spazio per un miglioramento. Questo perché le principali cause di morte sono in gran parte prevenibili o comunque curabili con successo. Basti pensare a quanto si può fare nell’infortunistica stradale e nella prevenzione degli incidenti domestici. Così come è difficile pensare che, ai giorni nostri, un’infezione delle vie respiratorie non sia risolvibile.

Se ogni paese di questa macroregione europea sarà in grado di promuovere campagne mirate ed efficaci, con specifici interventi, assisteremo certamente nei prossimi anni ad una riduzione delle disuguaglianze certificate da questo studio.

 

Franco Folino

 

Cover image volume 2, Issue 4

 

Hmwe H Kyu, et al. Causes of death among children aged 5–14 years in the WHO European Region: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2016. Lancet Child Adolesc Health 2018, Published Online March 19, 2018.

 

 

 

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