Screening per osteoporosi: le raccomandazioni del US Preventive Services Task Force

L’osteoporosi è un disturbo scheletrico sistemico, caratterizzato da una diminuzione della massa ossea e dal deterioramento dell’architettura del tessuto osseo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’osteoporosi come una diminuzione della massa ossea e della qualità ossea del 50%.

La US Preventive Services Task Force ha pubblicato nei giorni scorsi un documento, di libero accesso, che delinea le raccomandazioni per lo screening di questa malattia allo scopo di prevenire le fratture nei soggetti anziani.

L’articolo si apre con una preoccupante previsione per il futuro che stima per gli Stati Uniti oltre 12 milioni di soggetti affetti, oltre i 50 anni di età, entro il 2020.

In sintesi, la Task Force raccomanda lo screening per l’osteoporosi con test di misurazione ossea, allo scopo di prevenire le fratture osteoporotiche, nelle donne di 65 o più anni.

Per le donne più giovani, di età inferiore a 65 anni, in post-menopausa, lo screening è consigliato se vi sia un aumentato rischio di osteoporosi, determinato con l’utilizzo di uno strumento di valutazione del rischio clinico formale. In questo senso, vengono proposti in una tabella sinottica 5 calcolatori di rischio con i rispettivi punteggi.

Nel documento non vengono dimenticati gli uomini, ma in questo caso gli autori concludono che non vi sono sufficienti evidenze che permettano di valutare il bilancio tra benefici e danni dello screening per l’osteoporosi. Si. Esistono anche possibili danni legati ad un percorso di screening per questa malattia. Come documentato da specifici studi, includono l’esposizione alle radiazioni durante la densitometria a raggi X e costi di opportunità, ovvero tempo e disagio spesi dal paziente e dal sistema sanitario. Ma ci sono anche possibili danni indotti dalle terapie farmacologiche, a seconda del farmaco usato, quali eventi avversi a carico del tratto gastrointestinali superiore o, pur con una bassissima incidenza, anche eventi cardiovascolari.

L’articolo analizza anche i risultati clinici che hanno valutato l’utilità di un trattamento farmacologico per la prevenzione delle fratture dovute all’osteoporosi, concludendo che nel complesso si sono dimostrate efficaci nella riduzione di questi eventi, nelle donne in postmenopausa.

Il testo integrale del documento è disponibile al link:

US Preventive Services Task Force Recommendation Statement. Screening for Osteoporosis to Prevent Fractures. JAMA, June 26, 2018.

 

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