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Dimostrata la presenza di acqua su Marte

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Mars Express Orbiter. Credit ESA

Erano ormai più di 20 anni che i ricercatori cercavano di dimostrare la presenza di acqua sul pianeta Marte. Tanti progetti si sono susseguiti, con prove sempre più convincenti che l’acqua, un tempo, era presente in grandi quantità. Però sempre attraverso lo studio di segni indiretti, così come quello delle ramificazioni vallive, di cui abbiamo parlato in un recente articolo.

Questa volta invece la presenza di acqua attualmente presente nel sottosuolo del pianeta è stata documentata con certezza. La scoperta è tutta italiana.

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Un gruppo di ricercatori guidato da Roberto Orosei, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ha utilizzato un radar, il Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS), che da oltre 12 anni analizza le porzioni più profonde della superficie di Marte. La scoperta si è basata sullo studio delle caratteristiche dei riflessi eco catturati dallo strumento, caratterizzati da una forte riflettenza quando incontrano strati di ghiaccio e acqua sovrapposti.

Negli scorsi anni, la sonda Mars Express, su cui è montato MARSIS, aveva rivelato la presenza di cospicue quantità di ghiaccio al polo sud del pianeta, il South Polar Layered Deposits, e le stime della sua massa avevano indicato che il suo scioglimento avrebbe potuto coprire la superficie del pianeta con nove metri d’acqua.

Le analisi dei tracciati radar, combinata a studi sulla permittività dielettrica relativa, hanno però poi portato alla scoperta che sotto i depositi stratificati di ghiaccio del polo sud marziano, si trova una massa di acqua liquida.

L’immagine radar ottenuta evidenzia dunque due stati con particolare riflettività: il primo a livello della superficie superiore dello strato di ghiaccio, il secondo alla sua base. Quest’ultimo rappresenta un riflesso tra lo strato di ghiaccio e l’acqua sottostante.

This image shows an example radar profile for one of 29 orbits over the 200 x 200 km study region in the south polar region of Mars. The bright horizontal feature at the top corresponds to the icy surface of Mars. Layers of the south polar layered deposits – layers of ice and dust – are seen to a depth of about 1.5 km. Below is a base layer that in some areas is even much brighter than the surface reflections, while in other places is rather diffuse. The brightest reflections from the base layer – close to the centre of this image – are centred around 193°E/81°S in all intersecting orbits, outlining a well-defined, 20 km wide subsurface anomaly that is interpreted as a pond of liquid water. Copyright ESA/NASA/JPL/ASI/Univ. Rome; R. Orosei et al 2018

L’analisi dei tempi di riflessione degli impulsi eco ha permesso di stimare che il limite inferiore di questa massa ghiacciata si trova a circa 1,5 km al di sotto della superficie.

Questa massa di acqua sotterranea sembra avere una dimensione particolarmente rilevante. Stime ottenute analizzando i segnali radar ottenuti nel corso di orbite successive sull’area studiata, indicano che la sua superficie si estenderebbe per circa 20 km di larghezza.

Partendo dai 113 gradi celsius ponderati sulla superficie della massa ghiacciata, la temperatura si alza andando verso gli strati più profondi, tanto da raggiungere circa -3 gradi celsius a livello dell’interfaccia con l’acqua sottostante.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, evidenziando la presenza di una vasta massa di acqua sotto la superficie di Marte, apre per la prima volta la strada a concrete ricerche per evidenziare la presenza di vita sul pianeta. Una vita che potrebbe essersi sviluppata in epoche molto remote, ma che potrebbe essere ancora presente ai giorni nostri. Anche sulla Terra abbiamo così tante dimostrazioni della presenza di forme di vita in ambienti estremamente ostili, da non rendere così remota la possibilità di incontrare anche su Marte forme di vita elementari, presenti nell’acqua del sottosuolo. Forme di vita che pur nella loro semplicità potrebbero fornire informazioni di straordinaria importanza per ricostruire la storia passata di questo pianeta e, di riflesso, quella che potrebbe essere stata l’evoluzione della vita nel nostro pianeta.

Ora andrà pianificata una missione in grado di raccogliere campioni di quest’acqua, ma non sarà facile. Già per il prossimo 2020 è previsto il decollo della missione Exomars, che porterà sul pianeta un rover dotato di una trivella per analizzare gli strati più profondi della superficie del pianeta, ma certo non in grado di raggiungere la profondità a cui si trova l’acqua. Andranno pensati e costruiti strumenti adeguati a perforare la superficie di Marte, lo strato di ghiaccio e raggiungere il deposito di acqua.

Questi nuovi obbiettivi potrebbero finalmente fornire una valida ragione per pianificare lo sbarco dell’uomo su Marte.

 

Franco Folino

 

 

Orosei, et al. Radar evidence of subglacial liquid water on Mars. Science 10.1126/science.aar7268 (2018).

 

 

 

 

 

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franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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