Home Astronomia Saturno e Marte vicinissimi alla Terra: le immagini di Hubble

Saturno e Marte vicinissimi alla Terra: le immagini di Hubble

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The NASA/ESA Hubble Space Telescope was used to observe the planet on 6 June 2018, when Saturn was approximately 1.4 billion kilometres from Earth. Visible in this Hubble image are the classic rings as recorded by the very first astronomers to observe the planet with telescopes. From the outside in are the A ring with the Encke Gap, the Cassini Division, the B ring, and the C ring with the Maxwell Gap. Data from NASA’s Cassini mission suggest that the rings formed about 200 million years ago, roughly around the time of the dinosaurs during the Jurassic period. The gravitational disintegration of one of Saturn’s small moons created myriad icy debris particles and collisions lasting until today; it is likely that they continually replenish the rings. The planet’s banded structure, clearly visible in the new image, is caused by the winds and the clouds at different altitudes. Credit: NASA, ESA, A. Simon (GSFC) and the OPAL Team, and J. DePasquale (STScI)

Nell’estate 2018 i pianeti Marte e Saturno sono in opposizione alla Terra. Durante questo evento i pianeti sono relativamente vicini al nostro pianeta, consentendo agli astronomi di osservarli in modo più dettagliato. Hubble ha approfittato di questa configurazione per continuare la sua osservazione dei pianeti esterni nel Sistema Solare.

Da quando è stato lanciato, l’obbiettivo del Telescopio Spaziale Hubble della NASA/ESA, è sempre stato quello di studiare non solo oggetti astronomici distanti, ma anche i pianeti all’interno del nostro Sistema Solare. Le immagini ad alta risoluzione di Hubble dei nostri vicini planetari possono essere superate solo dalle immagini scattate da veicoli spaziali che effettivamente visitano questi corpi. Tuttavia, Hubble ha un vantaggio rispetto alle sonde spaziali: può guardare questi oggetti periodicamente e osservarli per periodi molto più lunghi di quanto potrebbe fare qualsiasi sonda passante.

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In mid-July the NASA/ESA Hubble Space Telescope observed Mars, only 13 days before the planet made its closest approach to Earth in 2018. While previous images showed detailed surface features of the planet, this new image is dominated by a gigantic sandstorm enshrouding the entire planet. Each Martian year, moderately large dust storms cover continent-sized areas and last for weeks at a time. Global dust storms — lasting for weeks or months — tend to happen during the spring and summer in the southern hemisphere, when Mars is closest to the Sun and heating is at a maximum, leading to greater generation of winds. While spacecraft orbiting Mars can study the storm’s behaviour at lower altitudes, Hubble observations allow astronomers to study changes in the higher atmosphere. The combined observations will help planetary scientists to build a better understanding of how these global storms arise. Credit:
NASA, ESA, and STScI

Negli ultimi mesi i pianeti Marte e Saturno sono stati entrambi in opposizione alla Terra: Saturno il 27 giugno e Marte il 27 luglio. Un’opposizione si verifica quando il Sole, la Terra e un pianeta esterno sono allineati, con la Terra che si trova tra il Sole e il pianeta esterno. Durante un’opposizione, un pianeta è completamente illuminato dal Sole visto dalla Terra, e segna anche il momento in cui il pianeta è più vicino alla Terra, consentendo agli astronomi di vedere le caratteristiche sulla superficie del pianeta in modopiù dettagliato.

Un mese prima dell’opposizione di Saturno – il 6 giugno – Hubble osservava il pianeta degli anelli. In quel momento Saturno era a circa 1,4 miliardi di chilometri dalla Terra. Le immagini scattate mostrano il magnifico sistema di anelli di Saturno, vicino alla sua massima inclinazione verso la Terra, consentendo una vista spettacolare degli anelli e degli spazi tra loro.

Accanto ad una bella vista del sistema ad anello, la nuova immagine di Hubble rivela un disegno esagonale attorno al polo nord del pianeta, una caratteristica del vento che soffia in questa regione, in modo stabile e persistente, già scoperta durante il sorvolo della sonda spaziale Voyager 1, nel 1981. A sud di questa regione, è visibile una zona con nuvole brillanti: i resti di una tempesta che si dissolve.

Mentre osservava il pianeta, Hubble è riuscito anche a catturare le immagini di sei delle 62 lune attualmente conosciute di Saturno: Dione, Encelado, Teti, Giano, Epimeteo e Mimas. Gli scienziati ipotizzano che una piccola luna come queste, si sia disintegrata 200 milioni di anni fa per formare il sistema di anelli di Saturno.

Hubble ha ripreso il pianeta Marte il 18 luglio, appena 13 giorni prima che il pianeta raggiungesse il punto della sua orbita più vicino alla Terra. Quest’anno Marte si avvicinerà a 57,6 milioni di chilometri dalla Terra. Questo lo rende il punto più vicino dal 2003, quando il pianeta arrivò così vicino come non lo era mai stato in quasi 60.000 anni.

Mentre le immagini precedenti mostravano caratteristiche superficiali dettagliate del pianeta, questa nuova immagine è dominata da una gigantesca tempesta di sabbia che avvolge l’intero pianeta. Ancora visibili sono le calotte polari bianche, Terra Meridiani, il cratere Schiaparelli e il bacino di Hellas, ma tutte queste caratteristiche sono leggermente offuscate dalla polvere nell’atmosfera.

Confrontando queste nuove immagini di Marte e Saturno con dati più vecchi raccolti da Hubble, altri telescopi e da sonde spaziali, consente agli astronomi di studiare come i modelli nuvolosi e le strutture su larga scala sui pianeti del nostro Sistema Solare cambiano nel tempo.

 

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