Sostituzione valvolare mitralica: impiegata per la prima volta una tecnica percutanea transettale

Esiste un nuovo possibile approccio per la sostituzione transcatetere della valvola mitrale: la via transettale.

Si tratta della prima esperienza nell’uomo di questa tecnica e ne è stata confermata la fattibilità e la sicurezza. Lo studio, condotto su pazienti con insufficienza mitralica grave e alto rischio chirurgico, è stato pubblicato ieri sulle pagine del Journal of the American College of Cardiology.

Insufficienza mitralica e sostituzione valvolare

L’insufficienza mitralica è la seconda malattia cardiaca valvolare più comune nel mondo occidentale con una prevalenza negli Stati Uniti da due a quattro milioni di persone. Questa malattia è strettamente associata all’età e quindi, visto l’aumento dell’aspettativa di vita osservato in Europa e negli Stati Uniti, il numero di pazienti con questo difetto valvolare è destinato ad incrementare.

La terapia medica e chirurgica è stata la pietra angolare del trattamento dell’insufficienza mitralica ma, sulla scia del successo dell’impianto transcatetere della valvola aortica, si sta facendo strada anche la riparazione della valvola mitralica con questa tecnica meno invasiva.

La sostituzione valvolare mitralica transcatetere transettale

Questo nuovo studio ha sperimentato l’utilizzo di un nuovo sistema di impianto transcatetere della protesi mitralica con un passaggio al cuore sinistro attraverso il setto interatriale.

La tecnica prevede un accesso venoso femorale percutaneo, tramite il quale viene posizionata nell’atrio sinistro una guaina attraverso una puntura transettale. Un catetere orientabile viene poi fatto avanzare per posizionare la protesi espandibile in politetrafluoroetilene nella sede dell’impianto.

La protesi è completamente recuperabile fintanto che rimane collegata al catetere.

Pazienti con insufficienza mitralica grave

I pazienti inclusi nello studio presentavano una insufficienza mitralica grave sintomatica ed erano ad alto rischio chirurgico. Non sono stati ammessi pazienti con una frazione di eiezione ventricolare sinistra <30%. L’endpoint primario era definito dal successo tecnico definito dai criteri Mitral Valve Academic Research Consortium (MVARC). L’endpoint secondario era l’assenza di eventi quali morte, ictus e disfunzione del dispositivo a 30 giorni.

I 10 pazienti inclusi nello studio avevano un’insufficienza mitralica degenerativa (4 casi), funzionale (4 casi), o mista (2 casi). Il dispositivo è stato impiantato con successo e l’endpoint primario è stato raggiunto in 9 su 10 pazienti (90%).

L’esame con ecocardiografia transesofagea, ha evidenziato la riduzione dell’insufficienza mitralica da grave a banale in tutti i pazienti, con un gradiente transvalvolare mitralico medio di 2,3mmHg.

In un paziente si è verificato un versamento pericardico e il dispositivo non è stato impiantato. La durata media della degenza ospedaliera è stata di 1,5 giorni.

A 30 giorni, non si è verificato alcun ictus, infarto miocardico, riospedalizzazione, ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro, migrazione del dispositivo, embolizzazione o conversione alla chirurgia mitralica. In un paziente si è verificato un rigurgito paravalvolare, trattato con un dispositivo di chiusura. Non è stato registrato alcun decesso.

Risultati incoraggianti

Anche se è evidente che questa tecnica dovrà fare ancora molta strada prima di entrare nella routine dei laboratori di emodinamica, questa prima esperienza sperimentale sembra essere particolarmente positiva. La sostituzione percutanea transettale della valvola mitralica si propone come un metodo sicuro e poco invasivo per l’impianto valvolare, evitando l’intervento a cuore aperto.

Questa tecnica beneficia certamente degli enormi progressi che sono stati fatti dall’industria nello sviluppo di protesi valvolari espandibili. Dispositivi sempre più sofisticati e affidabili che sono in grado di fornire un’ottima alternativa alla protesi valvolare chirurgica.

Attraverso questo percorso di perfezionamento dei materiali e delle tecniche impiegate, c’è da attendersi che l’impiego di sistemi percutanei per la sostituzione delle valvole cardiache sarà sempre più frequente e potrà estendersi anche a pazienti con rischio chirurgico moderato o basso.

Gli studi in questo senso sono ormai alle porte e una volta confermato il buon funzionamento e l’affidabilità dei dispositivi, ma soprattutto la bassa incidenza di eventi avversi clinici, le porte degli interventi di sostituzione valvolare transcatetere si apriranno alla maggior parte dei pazienti con difetti valvolari e indicazione chirurgica.

 

Franco Folino

 

John G. Webb, et al. Percutaneous Transcatheter Mitral Valve Replacement First-in-Human Experience With a New Transseptal System. J Am Coll Cardiol 2019;73:1239–46.

 

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