Surrene: le masse riscontrate casualmente, di rado evolvono in tumori secernenti o cancro

I tumori surrenali non funzionanti (NFAT) o gli adenomi che causano un lieve eccesso di cortisolo (MACE), riscontrati casualmente durante esami di imaging, non sono suscettibili di crescere o modificarsi in funzione ormonale dopo la diagnosi iniziale. Tuttavia, questi tumori possono comportare un aumento del rischio per lo sviluppo di comorbilità cardiometaboliche. Questi risultati sono il frutto di una recente revisione sistematica e di una meta-analisi, pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine.

La rilevazione occasionale di masse surrenali

La rilevazione occasionale di masse surrenali mediante indagini di imaging è sempre più comune e si trova in circa il 5% della popolazione. Nonostante questa evenienza sia piuttosto comune, la storia naturale di queste formazioni surrenaliche non è stata ancora ben definita. Nella maggior parte dei casi si tratta di neoformazioni benigne, ma è importante determinare quale si evolverà in qualcosa di più grave, come il cancro o la sindrome di Cushing, una condizione grave in cui il tumore surrenale secerne il cortisolo in eccesso.

La crescita del tumore

Ricercatori della Mayo Clinic e dell’Università di Birmingham, nel Regno Unito, hanno esaminato 32 studi che hanno riportato risultati su oltre 4.000 pazienti con NFAT o MACE per determinare le proporzioni della crescita tumorale, la trasformazione maligna, i cambiamenti incidenti nella funzione ormonale, la prevalenza delle comorbilità cardiometaboliche e la mortalità.

Hanno scoperto che la crescita del tumore era limitata a una piccola percentuale di casi e di solito era insignificante. La MACE è stata associata ad un aumentato rischio di crescita, ma il rischio di sviluppare una sindrome di Cushing conclamata, un aldosteronismo primario o un feocromocitoma era praticamente assente. L’aspetto più innovativo emerso dai risultati dell’analisi è il fatto che i pazienti con NFAT o MACE avevano sviluppato condizioni di comorbidità ed eventi cardiovascolari incidenti frequentemente. Non c’era alcuna associazione tra vari gradi di incremento del cortisolo e malattie cardiovascolari e il rischio di morte era simile tra i due gruppi.

 

 

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