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Ipertensione in gravidanza: il punto di vista dell’American Heart Association

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Il trattamento dell’ipertensione arteriosa durante la gravidanza sembra sicuro per molte donne e può ridurre il rischio materno di sviluppare una ipertensione grave, senza aumentare i rischi fetali e neonatali. Queste, in sintesi, le conclusioni di un nuovo Scientific Statement dell’American Heart Association pubblicata recentemente sulla rivista Hypertension.

Uno Scientific Statement è un’analisi sviluppata da esperti sulle più recenti ricerche svolte in uno specifico ambito e fornisce informazioni su cui poi si svilupperanno future linee guida di pratica clinica.

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In quest’ultima dichiarazione, “Hypertension in Pregnancy: Diagnosis, Blood Pressure Goals, and Pharmacotherapy (Ipertensione in gravidanza: diagnosi, obiettivi di pressione arteriosa e farmacoterapia)”, esperti in ostetricia e ginecologia, medicina materno-fetale, cardiologia, nefrologia, ipertensione e medicina interna hanno esaminato e analizzato studi di qualità incentrati sull’ipertensione durante la gravidanza, compresa l’ipertensione gestazionale e la preeclampsia/eclampsia.

I tassi di ipertensione durante la gravidanza sono in aumento a livello globale

Le ultime statistiche dell’American Heart Association indicano che l’ipertensione durante la gravidanza, definita come una pressione sistolica di 140 mm Hg o superiore, è la seconda causa di morte materna in tutto il mondo. I casi gravi sono associati a maggiori rischi di complicanze cardiovascolari per le madri immediatamente o subito dopo il parto e per anni dopo la gravidanza. L’ipertensione durante la gravidanza fa aumentare i rischi di complicanze per la prole, come parto prematuro, feto piccolo per l’età gestazionale e basso peso alla nascita.

I tassi di ipertensione durante la gravidanza sono in aumento a livello globale e i dati indicano che colpisce in modo sproporzionato le donne di diversa estrazione razziale ed etnica negli Stati Uniti, in particolare quelle nere, indiane d’America o native dell’Alaska.

Gli obiettivi del trattamento durante la gravidanza includono la prevenzione dell’ipertensione grave e la prevenzione del parto precoce, per consentire al feto di maturare in modo adeguato prima del parto.

“Per decenni, i benefici del trattamento della pressione arteriosa per le donne in gravidanza non sono stati chiari. E c’erano preoccupazioni per il benessere fetale per l’esposizione a farmaci antipertensivi “, ha affermato il presidente del gruppo di redazione della dichiarazione Vesna D. Garovic, professore di medicina, presidente della divisione di nefrologia e ipertensione nel dipartimento di ostetricia e ginecologia presso la Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota. “Attraverso la nostra revisione completa della letteratura esistente, è rassicurante vedere prove emergenti che il trattamento dell’ipertensione durante la gravidanza è sicuro ed efficace e può essere utile a soglie più basse di quanto si pensasse in precedenza”.

Preeclampsia: responsabile di oltre 70.000 morti materne

Secondo lo Statement, tra i paesi ad alto reddito, gli Stati Uniti hanno uno dei più alti tassi di mortalità materna correlata all’ipertensione. Le malattie cardiovascolari, che includono ictus e insufficienza cardiaca, rappresentano ora fino alla metà di tutti i decessi materni negli Stati Uniti. Per di più, i ricoveri per ictus correlati alla gravidanza sono aumentati di oltre il 60% dal 1994 al 2011.

La preeclampsia, che si verifica quando l’ipertensione durante la gravidanza è accompagnata da segni di problemi al fegato o ai reni, che si può manifestare con l’escrezione di proteine ​​nelle urine, colpisce dal 5% al ​​7% delle gravidanze. Secondo l’American Heart Association è responsabile di oltre 70.000 morti materne e 500.000 morti fetali in tutto il mondo, ogni anno.

“Dato il crescente numero di casi di ipertensione durante la gravidanza, insieme alle complicazioni legate all’ipertensione, il problema è diventato una crisi di salute pubblica, in particolare tra le donne di origini razziali ed etniche diverse”, ha affermato Garovic.

La definizione di ipertensione in gravidanza

La definizione di ipertensione per la popolazione generale è fissata a 130/80 mm Hg, secondo la linea guida 2017 dell’American College of Cardiology (ACC)/American Heart Association (AHA). La maggior parte delle linee guida mondiali definisce però l’ipertensione durante la gravidanza per valori di 140/90 mm Hg.

C’è una mancanza di consenso su quando iniziare il trattamento dell’ipertensione durante la gravidanza a causa delle preoccupazioni su come i farmaci possono avere un impatto sul feto. Diversi gruppi di difesa della salute raccomandano di iniziare il trattamento quando le misurazioni della pressione arteriosa durante la gravidanza vanno da 140/90 mm Hg (linee guida canadesi) a 160/110 mm Hg (linee guida statunitensi).

La nuova dichiarazione mette in evidenza che la terapia ipotensiva per l’ipertensione in gravidanza riduce significativamente l’incidenza dell’ipertensione grave. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare la misura in cui il trattamento dell’ipertensione a una soglia più bassa può ridurre le complicanze ipertensive gravi, vale a dire il danno d’organo e le emergenze ipertensive. Gli autori sostengono che ridurre l’ipertensione grave può essere particolarmente importante nelle comunità che mancano di risorse e competenze per rispondere alle emergenze di ipertensione.

“Gli studi futuri dovrebbero valutare se abbassare la soglia per il trattamento dell’ipertensione durante la gravidanza potrebbe consentire un controllo della pressione arteriosa sicuro e tempestivo ed evitare un parto affrettato a causa di ipertensione incontrollata”, ha detto Garovic.

I cambiamenti dello stile di vita, prima e durante la gravidanza

Le ultime ricerche indicano che il trattamento dell’ipertensione durante la gravidanza con farmaci per abbassare la pressione arteriosa non sembra avere un impatto negativo sulla crescita o sullo sviluppo fetale. Prevenire l’ipertensione durante la gravidanza supporta la salute materna sia durante che dopo la gravidanza. È noto che coloro che sviluppano una ipertensione durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di sviluppare ipertensione prolungata dopo la gravidanza, rispetto alle donne la cui pressione arteriosa era normale durante la gravidanza.

Lo Statement rafforza quanto emerge dalle ricerche più recenti, suggerendo che i cambiamenti dello stile di vita, prima e durante la gravidanza, sono in grado di migliorare gli esiti materni e fetali.

In particolare, i cambiamenti nella dieta prima e durante la gravidanza possono limitare l’aumento di peso e migliorare gli esiti della gravidanza. L’esercizio fisico durante la gravidanza può ridurre il rischio di ipertensione gestazionale di circa il 30% e il rischio di preeclampsia di circa il 40%.

Nel documento vengono espresse anche alcune preoccupazioni. Ci sono chiare evidenze che l’ipertensione dopo il parto può essere associata a significativi problemi di salute materna. D’altra parte, la cura delle donne ipertese durante la gravidanza è spesso complessa e un team multispecialistico di operatori sanitari può essere utile per la gestione della paziente.

“Sono necessari futuri studi clinici per rispondere alle domande su quando iniziare il trattamento per l’ipertensione durante la gravidanza”, ha detto Garovic. “Inoltre, una stretta collaborazione tra l’American Heart Association e l’American College of Obstetricians and Gynecologists sarà determinante per ottimizzare la diagnosi e il trattamento dell’ipertensione durante la gravidanza e per migliorare i risultati immediati e a lungo termine per molte donne che sviluppano ipertensione durante la gravidanza”.

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