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Due battiti ravvicinati: la soluzione

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La scorsa settimana vi abbiamo proposto un piccolo test per valutare la vostra capacità di interpretare un tracciato ECG Holter.

Nella striscia che vi abbiamo proposto si osserva un ritmo sinusale che si interrompe per la presenza di due complessi QRS stretti, anticipati e ravvicinati.

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Ad un primo sguardo sembrerebbe trattarsi di una coppia di extrasistoli sopraventricolari, ma in realtà non è così.

Due elementi principali fanno sospettare un’interpretazione differente.

– Non è rilevabile un’onda P anticipata che confermi l’origine sopraventricolare del primo battito anticipato.

– Il primo battito anticipato è molto simile al QRS presente normalmente, ma non è del tutto uguale, in particolare nella prima derivazione, dove è leggermente più largo e di minore ampiezza.

La chiave di lettura definitiva del tracciato ci viene però fornita dall’ultimo battito della sequenza, che è un battito di origine giunzionale. Come vediamo, la morfologia di questo battito è sostanzialmente identica a quella del primo battito anticipato e non è preceduto da alcuna onda P. Piuttosto, l’onda P sinusale si vede parzialmente fusa nella prima parte del QRS.

La soluzione

Si tratta quindi di un’extrasistole giunzionale seguita da un normale battito sinusale. Verosimilmente, la retroconduzione nodale dell’extrasistole induce un allungamento del tempo di conduzione AV anterogrado dell’onda P successiva, quella che porta al secondo dei due battiti.

La conferma che questa onda compresa tra i due battiti sia di origine sinusale, e non retrocondotta, viene dal fatto che è ritmica rispetto agli intervalli PP precedenti (vedi figura). Il ciclo RR dei due battiti che comprendono l’extrasistole giunzionale è leggermente allungato rispetto ai precedenti (852 msec), solo per il prolungamento dell’intervallo PQ.

 

 

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