Home Cardiologia Il pioglitazone nel trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare

Il pioglitazone nel trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare

329
0

L’insufficienza cardiaca destra è la più grave complicanza dell’ipertensione polmonare e rappresenta la principale causa di morte in questi pazienti. Gli eventi che portano a questa disfunzione ventricolare includono la dilatazione e l’ipertrofia inadeguata del ventricolo destro, la riduzione dei capillari, la fibrosi cardiaca e, in alcuni casi, l’ischemia del miocardio.

Anomalie nel metabolismo del glucosio e dei lipidi e una disregolazione epigenetica sono meccanismi emergenti che vengono ora proposti nella patogenesi dell’insufficienza cardiaca destra in corso di ipertensione arteriosa polmonare.

adv

Il recettore gamma attivato dai proliferatori dei perossisomi (PPAR-γ), anche conosciuto come il recettore del glitazone, è un recettore nucleare di secondo tipo che regola il deposito degli acidi grassi e il metabolismo del glucosio nel tessuto adiposo, nei muscoli scheletrici, nel fegato e in altri organi.

Il recettore PPAR-γ è inoltre coinvolto nella patogenesi di numerose malattie tra cui obesità, diabete, aterosclerosi e cancro.

Studi recenti hanno inoltre dimostrato il suo effetto come regolatore protettivo nell’ipertensione arteriosa polmonare, che si realizza attraverso un’azione sulle cellule muscolari lisce e sulle cellule endoteliali dell’arteria polmonare.

Un nuovo studio pubblicato su Science Translational Medicine, ha ora dimostrato come la delezione di PPAR-γ nei cardiomiociti porti a una disfunzione cardiaca e a un aumento della deposizione di lipidi intramiocellulari, pur in assenza di ipertensione polmonare.  È stato inoltre evidenziato in un modello animale come il trattamento con pioglitazone, farmaco con azione insulino-sensibilizzante solitamente utilizzato nel diabete di tipo 2, faccia regredire l’ipertensione arteriosa polmonare e prevenga l’insufficienza ventricolare destra, che solitamente complica le fasi avanzate di questa malattia. Questo risultato sembra dovuto a un’azione diretta sull’RNA messaggero e su frammenti di micro RNA, che ripristina la funzione mitocondriale, prevenendo l’accumulo di lipidi all’interno dei miociti.

La sperimentazione sembra inoltre indicare che l’attivazione di PPAR-γ possa correggere anomalie epigenetiche e trascrizionali principalmente correlate a un alterato metabolismo e trasporto lipidico, fenomeni presenti anche in caso di disfunzione ventricolare destra in corso di ipertensione polmonare.

Questi dati sembrano quindi fornire una nuova e promettente prospettiva di trattamento per i pazienti con ipertensione polmonare, ma anche per altre malattie in cui siano presente fenomeni di proliferazione, fibrosi, alterata ossidazione degli acidi grassi, lipotossicità e un passaggio metabolico verso la glicolisi.

È interessante inoltre, come sembra sempre più concretizzarsi l’idea che l’ipertensione arteriosa polmonare sia una malattia ipertensiva sistemica piuttosto che esclusivamente polmonare, considerando che diversi organi extrapolmonari, tra cui cuore e muscolo scheletrico, mostrano simultaneamente anomalie vascolari e metaboliche. Il contesto di un meccanismo sistemico sembra essere indicato anche dall’osservazione di come la dislipidemia e l’insulino-resistenza siano a volte presenti in pazienti con ipertensione polmonare e si associno a un peggiore esito clinico.

 

 

Ekaterina Legchenko, et al. PPARϒ agonist pioglitazone reverses pulmonary hypertension and prevents right heart failure via fatty acid oxidation. Sci. Transl. Med. 25 April 2018.

 

 

 

 

 

Articolo precedenteAnche il design è importante per le stazioni di ricarica elettrica del futuro
Articolo successivoL’universo in alta risoluzione
franco.folino
Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui