Apixaban sicuro anche nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale

I nuovi anticoagulanti orali hanno dimostrato di offrire vantaggi rispetto al warfarin nella prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti con fibrillazione atriale. Questi farmaci, alcuni in particolare, devono essere tuttavia utilizzati con cautela nei pazienti con una funzionalità renale compromessa.

Le più recenti linee guida sull’argomento, quelle della European Heart Rhthm Association, di cui già abbiamo dato conto in un precedente articolo, asserivano che, rispetto al warfarin, tutti e quattro gli anticoagulanti diretti considerati nel documento avevano dimostrato efficacia e sicurezza, nei pazienti con insufficienza renale cronica da lieve a moderata, ma che non esistevano studi su pazienti con insufficienza renale grave.

Questa lacuna è stata recentemente colmata da uno studio retrospettivo pubblicato su Circulation, che ha valutato la somministrazione di apixaban in pazienti con malattia renale in stadio terminale, sottoposti a dialisi, con fibrillazione atriale.

A causa del ridotto numero di pazienti posti in trattamento con dabigatran e rivaroxaban, i risultati sono stati valutati solo in pazienti trattati con apixaban o warfarin. Per confrontare i due farmaci sono stati considerati i seguenti eventi: sopravvivenza senza ictus o embolia sistemica, sanguinamento maggiore, sanguinamento gastrointestinale, sanguinamento intracranico e morte.

L’analisi dei dati ha evidenziato come non vi fossero differenze di rischio tra i 2.351 pazienti trattati con apixaban e gli oltre 23.000 trattati con warfarin, nei confronti di ictus e embolia sistemica. Al contrario però, il trattamento con apixaban si associava a un rischio significativamente più basso di sanguinamento maggiore. Nelle analisi di sensibilità, la dose standard di apixaban (5 mg due volte al giorno) era associata a rischi significativamente più bassi di ictus, embolia sistemica e morte rispetto a una dose ridotta (2,5 mg due volte al giorno.

La scheda tecnica di apixaban indica che “Poiché non c’è un’esperienza clinica in pazienti con clearance della creatinina < 15 ml/min, né in pazienti sottoposti a dialisi, apixaban non è raccomandato in questi pazienti”. Al contempo le linee guida EHRA raccomandano una dose di 2.5mgx2/die nei pazienti con una clearance della creatinina compresa tra 30 e 15 ml/min.

Questo studio aprirà certamente nuove prospettive in futuro per l’utilizzo di questa molecola anche in pazienti con alterazioni particolarmente gravi della funzionalità renale, ribadendo i dati ottenuti nella popolazione generale, in termini di efficacia di prevenzione degli eventi tromboembolici e garantendo al contempo un minor rischio di sanguinamenti maggiori rispetto a warfarin.

 

Circulation: 137 (25)

 

Konstantinos C. Siontis, et al. Outcomes Associated with Apixaban Use in End-Stage Kidney Disease Patients with Atrial Fibrillation in the United States. Circulation. Published June 28, 2018.

 

 

 

 

 

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