La chirurgia bariatrica per l’obesità nei diabetici riduce anche le complicanze microvascolari

Nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, la chirurgia bariatrica si associa a una minore incidenza di malattie dovute alla disfunzione del microcircolo, rispetto alle terapie convenzionali. Sono queste le conclusioni che si sono delineate al termine di un’analisi retrospettiva condotta da un gruppo di ricercatori statunitensi, guidati da Rebecca O’Brien, del Kaiser Permanente Medical Center di Fremont, in California.

La chirurgia bariatrica

La Chirurgia bariatrica, indicata per la riduzione del peso corporeo in soggetti obesi, comprende differenti possibili procedure.  I pazienti in cui vi è indicazione sono solitamente quelli con un indice di massa corporea di 30-40, a seconda delle comorbilità presenti. In generale, la perdita di peso si ottiene riducendo le dimensioni dello stomaco con una fascia gastrica o attraverso la rimozione di una porzione dello stomaco stesso. Oppure, resecando e rabboccando l’intestino tenue a una piccola sacca gastrica: il cosiddetto bypass gastrico.

Molti studi hanno dimostrato l’efficacia di queste procedure, in pazienti selezionati, nell’indurre una significativa perdita di peso.  Oltre al calo ponderale l’intervento può inoltre favorire l’equilibrio metabolico, un miglioramento del diabete e, soprattutto, una consistente riduzione della mortalità, che può variare dal 40% al 23%.

La chirurgia bariatrica in pazienti diabetici: lo studio

I ricercatori hanno valutato in modo retrospettivo l’associazione tra chirurgia bariatrica e complicanze microvascolari in pazienti con diabete mellito di tipo 2 e un’età compresa tra 19 e 79 anni.

La procedura bariatrica principalmente praticata è stata il bypass gastrico (76%). Meno frequentemente è stata eseguita una gastrectomia a manicotto (17%) o un bendaggio gastrico regolabile (7%).

I risultati hanno evidenziato che la chirurgia bariatrica si è associata a un rischio significativamente più basso di malattia microvascolare a 5 anni (16,9% versus 34,7%), con un Hazard Ratio aggiustato di 0.41.

Inoltre, le procedure chirurgiche hanno dimostrato una minore incidenza cumulativa a 5 anni di neuropatia diabetica (7,2% versus 21,4%), di nefropatia (4,9% versus 10%) e retinopatia (7,2% versus 11,2%).

Questa analisi conferma quindi gli effetti positivi della chirurgia bariatrica anche a livello microvascolare. Quanto resta da precisare in questo ambito è il preciso profilo del paziente che può maggiormente beneficiare di questo trattamento invasivo. Definendo quindi le indicazioni, e valutando il rapporto rischio beneficio in relazione ai possibili effetti avversi, che si possono sviluppare anche nel lungo termine.

 

 

Rebecca O’Brien, et al. Microvascular Outcomes in Patients With Diabetes After Bariatric Surgery Versus Usual Care: A Matched Cohort Study. Ann Intern Med. 2018. Pubblicato il 7 agosto 2018.

 

 

 

 

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