Home Geriatria È più rapido il declino cognitivo se ai depositi di amiloide si...

È più rapido il declino cognitivo se ai depositi di amiloide si associa un’atrofia dell’ippocampo

297
0
Preparation of a human hippocampus alongside a sea horse. Professor Laszlo Seress

La coesistenza di una patologia da amiloide e di un’atrofia dell’ippocampo si associa a maggiori cali di memoria, disturbi del linguaggio e dello stato mentale.

A queste conclusioni è giunto uno studio, pubblicato sulla rivista Brain, che ha valutato le associazioni tra le misure di neuroimaging della patologia dell’amiloide cerebrale, caratteristica della malattia di Alzheimer, atrofia dell’ippocampo e cognizione prospettica.

adv

Sono stati esaminati 171 soggetti con un normale profilo cognitivo, di età compresa tra i 56 e i 95 anni, nel corso di un follow-up di 3,7 anni.

Ogni individuo è stato caratterizzato per la patologia da amiloide e per lo stato di neurodegenerazione dell’ippocampo.

I risultati dello studio

Gli individui con amiloidosi o atrofia dell’ippocampo presentavano diminuzioni longitudinali più ripide della memoria episodica verbale e dell’apprendimento, rispetto a quelli con nessuna delle due condizioni. Nei soggetti con atrofia dell’ippocampo, la positività dell’amiloide era associata a declini più ripidi nella memoria verbale, nella memoria visiva, nel linguaggio e nello stato mentale. Riscontri simili sono stati dimostrati anche negli individui con amiloidosi in cui si associava un’atrofia dell’ippocampo.

Inoltre, la simultanea presenza di amiloidosi e atrofia dell’ippocampo si associava a maggiori decrementi nella memoria visiva, nel linguaggio e nello stato mentale, rispetto a quanto atteso dalle singole componenti.

Al contrario, per quanto riguarda la funzione esecutiva, la velocità di elaborazione e la capacità visuo-spaziale, nessuna delle due condizioni patologiche studiate erano predittive di un loro deficit.

Considerando singolarmente gli individui con amiloidosi, è emerso come un più alto livello di depositi si associava a una minore memoria visiva, a decrementi più marcati nel linguaggio, a una ridotta capacità visuo-spaziale e a un peggior stato mentale. D’altro canto, una maggiore atrofia dell’ippocampo era associata a declini più ripidi nella fluidità verbale.

Questo studio ha quindi ben evidenziato l’azione sinergica tra depositi di amiloide e atrofia dell’ippocampo.

Gli effetti di questa associazione sono rilevabili precocemente tra gli individui cognitivamente normali con amiloidosi, che si trovano in stadi preclinici del morbo di Alzheimer.

 

Issue Cover

 

Murat Bilgel, et al. Effects of amyloid pathology and neurodegeneration on cognitive change in cognitively normal adults. Brain, Volume 141, Issue 8, 1 August 2018, Pages 2475–2485.

 

 

 

 

Articolo precedenteIl cioccolato, fino a 100 grammi la settimana, riduce il rischio cardiovascolare
Articolo successivoLa BMW M2 si mette alla prova: tra materassini di bambù e palloncini da scoppiare
redazione
La redazione di Newence è composta prevalentemente da collaboratori con competenze maturate in ambito medico, scientifico e tecnologico. Rivedono e discutono in modo critico e analitico i più importanti lavori scientifici pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, fornendo utili spunti di riflessione e aggiornamento per i professionisti della sanità e informazioni affidabili e verificate dedicate al pubblico più vasto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui