Ipertensione arteriosa: livelli elevati di creatininemia potrebbero non riflettere un reale malattia renale

L’innalzamento della creatinina, comunemente osservato quando si abbassa la pressione arteriosa in modo intensivo, molto probabilmente non rappresenta una vera malattia renale, ma può invece riflettere una riduzione benigna del flusso ematico renale che si verifica naturalmente durante il trattamento.

Sono queste le conclusioni di un recente articolo, pubblicato su Annals of Internal Medicine, che rappresentano un importante progresso nella comprensione del rapporto tra danno ai tessuti renali, diagnosi di malattia renale cronica e trattamento dell’ipertensione arteriosa.

Lo studio

Lo studio clinico Systolic Intervention Trial (SPRINT) ha dimostrato che una gestione più intensiva della pressione arteriosa sistolica (target <120 mmHg) riduce i tassi di eventi cardiovascolari maggiori e la mortalità. Tuttavia, l’abbassamento intensivo della pressione arteriosa è associato a un’incidenza tripla di malattia renale cronica, diagnosticata in base ai livelli sierici di creatinina.

I limiti di pressione arteriosa, proposti dalle recenti linee guida europee e nordamericane sono stati recentemente rivisti al ribasso. Si teme ora che l’implementazione di queste raccomandazioni possa portare ad una vera e propria epidemia di malattie renali indotte da trattamenti molto aggressivi.

Un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Francisco e dell’Università della California di San Diego, hanno utilizzato un gruppo di biomarcatori urinari validati di danno renale per confrontare la funzione renale tra i partecipanti allo studio SPRINT che hanno sviluppato una malattia renale cronica. A confronto è stato utilizzato un gruppo di controllo.

Assenza di danno renale

Se la concentrazione di creatinina riflette in modo indiretto la funzione di filtrazione renale, i biomarcatori urinari misurano l’effettivo danno renale. È così che i ricercatori hanno evidenziato come la diagnosi di malattia renale cronica, in corso di trattamento intensivo per l’ipertensione arteriosa, non era associata a un vero danno ai tessuti renali.

Questi risultati evidenziano quindi come il riscontro di livelli anormali di creatininemia potrebbero non rappresentare la presenza di una vera e propria malattia renale. Oltre a mettere in discussione il fatto che un trattamento anti-ipertensivo molto aggressivo possa causare un danno renale, questo studio mette in luce i limiti degli attuali standard clinici per diagnosticare e monitorare la malattia renale cronica.

 

William R. Zhang, et al. Kidney Damage Biomarkers and Incident Chronic Kidney Disease During Blood Pressure Reduction: A Case–Control Study. Ann Intern Med. 2018.

 

 

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