Home Cardiologia Le statine sembrano essere utilizzate troppo frequentemente: indicazioni da rivedere?

Le statine sembrano essere utilizzate troppo frequentemente: indicazioni da rivedere?

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Uno studio che ha utilizzato un modello computerizzato per esaminare i benefici e i danni delle statine suggerisce che questi farmaci potrebbero essere sovraprescritti. I potenziali rischi sembrano superare i benefici per le persone il cui rischio di malattia cardiovascolare a 10 anni (CVD) è compreso tra il 7,5 e il 10%, come raccomandato attualmente dalle linee guida.

Prescriverle solo per coloro che presentano soglie di rischio più elevato significherebbe che milioni di persone dovrebbero interrompere la terapia con statine. I risultati sono pubblicati su Annals of Internal Medicine.

Le statine oggi

Attualmente, le statine sono tra i farmaci più prescritti in tutto il mondo. Oltre il 30 per cento degli adulti sopra i 40 anni beneficiano oggi di questo trattamento, sulla base delle attuali linee guida. La maggior parte di questi documenti raccomandano le statine in prevenzione primaria per le persone senza precedenti patologie cardiovascolari quando il rischio a 10 anni di CVD va dal 7,5% al 10%, ma come gli autori delle linee guida abbiano soppesato i benefici di questi farmaci non è sempre chiaro.

Lo studio

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Zurigo ha valutato la soglia di rischio CVD a 10 anni in cui i benefici delle statine hanno superato gli effetti sfavorevoli danni, con stime separate per uomini e donne in varie fasce d’età. Utilizzando un approccio sviluppato dagli scienziati del National Cancer Institute, i ricercatori hanno proiettato nel corso del tempo eventi avversi correlati alla malattia e eventi avversi correlati al farmaco (miopatia, disfunzione epatica e diabete incidente), tenendo conto della mortalità.

Hanno costantemente riscontrato che i danni hanno superato i benefici fino a quando le soglie di rischio CVD a 10 anni erano sostanzialmente più alte di quanto raccomandato dalle attuali linee guida. Ad esempio, tra gli uomini di età compresa tra 70 e 75 anni, senza precedenti eventi di malattia cardiovascolare, i benefici della terapia con statine non hanno superato gli effetti negativi quando il rischio di CVD a 10 anni era superiore al 21%.

Il commento editoriale

Secondo l’autore di un editoriale di accompagnamento, della Scuola di Medicina dell’Università di Yale, gli autori dello studio hanno incluso un’ampia gamma di eventi avversi per la terapia con statine che sono stati in gran parte respinti in altre linee guida. Indipendentemente da ciò, lo studio può aiutare nel processo decisionale che porta a dare indicazione al trattamento, in particolare nei soggetti anziani, potenzialmente più esposti agli eventi avversi.

 

 

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