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Le statine fanno aumentare i livelli plasmatici di lipoproteina (a)

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Una recente meta-analisi, pubblicata sullo European Heart Journal, ha rivelato che le statine aumentano significativamente i livelli plasmatici di lipoproteina (a), una componente lipidica del plasma considerata responsabile di differenti malattie cardiovascolari.

La lipoproteina (a)

La lipoproteina (a) è una particella associata ad un aumentato rischio di cardiopatia ischemica, aterosclerosi, stenosi calcifica della valvola aortica, trombosi e ictus.

Sebbene questa lipoproteina sia strutturalmente simile alle lipoproteine a bassa densità, ha una glicoproteina, la apolipoproteina (a) (apo (a)), attaccata al componente apolipoproteina B-100.

Diverse proprietà uniche della lipoproteina (a) possono essere attribuite proprio alla presenza della componente apo (a).

I livelli circolanti di lipoproteina (a) sono determinati principalmente dal gene LPA, senza che vi siano importanti influenze legate all’ambiente o alla dieta. Le molecole di apo (a) sono sintetizzate quasi esclusivamente nel fegato, ma il sito in cui si assembla a formare la lipoproteina (a) non è ancora stato definito con certezza. Resta controverso anche il modo in cui la lipoproteina (a) viene eliminata dal plasma.

La lipoproteina (a) fa aumentare il rischio cardiovascolare attraverso differenti meccanismi.  Sembrano implicati fenomeni ossidativi, infiammatori e potenziali effetti antifibrinolitici legati all’inibizione dell’attivazione del plasminogeno.

Lipoproteina (a) e statine: lo studio

Un gruppo di ricercatori della University of California San Diego ha voluto valutare se le terapie convenzionali con statine, i farmaci ipolipemizzanti considerati un pilastro nella riduzione del rischio cardiovascolare, hanno un effetto sulle concentrazioni plasmatiche di lipoproteina (a).

Per questo hanno svolto una meta-analisi su sei studi randomizzati: tre studi su statine contro placebo e tre studi di confronto di statine su statine. Complessivamente sono stati analizzati i dati di oltre 5.000 soggetti.

Le statine utilizzate in questi studi erano: atorvastatina 10 mg/die e 80 mg/die, pravastatina 40 mg/die, rosuvastatina 40 mg/die e pitavastatina 2 mg/die.

Nell’analisi aggregata statine-vs-placebo, il rapporto delle medie geometriche per la statina nei confronti del placebo è stato di 1,11, dove un rapporto> 1 indica un aumento maggiore della lipoproteina (a) nei pazienti trattati con statina rispetto a quelli che avevano assunto placebo.

I risultati hanno evidenziato che la variazione percentuale media della concentrazione plasmatica di lipoproteina (a) variava dall’8,5% al ​​19,6% nei gruppi di pazienti trattati con statine e da -0,4% a -2,3% nei gruppi di controllo.

Nell’analisi aggregata statine-contro-statine, il rapporto delle medie geometriche per l’atorvastatina e la pravastatina è risultato di 1,09.

La variazione percentuale media dai valori basali variava dall’11,6% al 20,4% nel gruppo trattato con pravastatina e dal 18,7% al 24,2% nel gruppo trattato con atorvastatina.

I meccanismi genetici

Lo studio non si è fermato qui. Per cercare di capire il motivo per cui il trattamento con statine faceva aumentare i livelli di lipoproteina (a), i ricercatori hanno inoltre valutato se questi farmaci facessero aumentare l’espressione epatica del mRNA LPA e quindi l’assemblaggio della lipoproteina.

L’incubazione di epatociti di HepG2 con atorvastatina ha fatto aumentare i livelli di mRNA LDLR di 1,7 volte e i livelli di mRNA PCSK9 di 1,5 volte rispetto alle cellule non trattate.

L’espressione di mRNA LPA era 1,5 volte più alta con 10 μM di trattamento con atorvastatina.

Le statine aumentano la liproteina (a)

Questa meta-analisi rivela un comportamento potenzialmente conflittuale delle statine nei confronti della prevenzione cardiovascolare. Se da un lato riduce i livelli di colesterolo totale e LDL, considerati i fattori di rischio cardiovascolari per eccellenza, dall’altro sembra indurre un incremento della lipoproteina (a). Un aumento che apre complessi scenari fisiopatologici e potrebbe giocare un ruolo rilevante nel definire il rischio cardiovascolare residuo dei pazienti trattati con questi farmaci.

 

Franco Folino

 

Sotirios Tsimikas, et al. Statin therapy increases lipoprotein(a) levels. European Heart Journal (2019).

 

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Franco Folino è un medico chirurgo, specialista in cardiologia, e un giornalista. Ha iniziato a lavorare come cronista alla fine degli anni settanta, scrivendo articoli per diverse riviste italiane di sport motoristici, e in seguito anche in media televisivi privati, estendendo il suo interesse in altri campi dell’informazione. Ha pubblicato differenti articoli scientifici ed editoriali su prestigiose riviste internazionali. Ha contribuito alla nascita di Newence, diventandone il direttore responsabile dal marzo del 2017.

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