Negli ex fumatori le cellule polmonari possono tornare integre

Un sottogruppo di cellule raccolte dai polmoni di ex-fumatori ha dimostrato di avere livelli simili di mutazioni rispetto a quelli che si trovano nelle cellule di non fumatori. È quanto riporta un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Nature.

Lo studio, che coinvolge cellule di 16 individui, suggerisce che smettere di fumare può provocare il parziale reintegro del tessuto polmonare da parte di cellule che non sono state danneggiate dall’esposizione al tabacco.

L’evoluzione delle cellule epiteliali bronchiali dei fumatori

Per comprendere gli effetti del fumo a livello cellulare, Peter Campbell e colleghi hanno studiato cellule epiteliali bronchiali da 16 persone: 3 bambini, 4 non fumatori, 6 ex-fumatori e 3 fumatori. Hanno generato 632 colonie derivate da singole cellule bronchiali e sequenziato i loro genomi per ottenere un set di dati di mutazioni genetiche.

Gli autori hanno scoperto che il fumo ha provocato la maggior parte delle mutazioni, ma, inaspettatamente, ha comportato anche una maggiore variabilità del numero di mutazioni, vale a dire un maggior carico mutazionale, da cellula a cellula, all’interno dello stesso individuo. Le cellule della stessa biopsia dell’epitelio bronchiale potrebbero variare di 10 volte il numero di mutazioni (da 1.000 per cellula a oltre 10.000 per cellula).

Le mutazioni cellulari

Sebbene la maggior parte delle cellule di ex o attuali fumatori presentasse un aumento dei livelli di mutazioni, gli autori hanno anche identificato alcune cellule che mostravano livelli simili di mutazione rispetto a quelli riscontrati nei non fumatori della stessa età.

Le cellule con un carico mutazionale quasi normale erano raramente presenti nei fumatori attuali, ma erano quattro volte più frequenti negli ex fumatori, rappresentando il 20-40% delle cellule studiate.

Gli autori hanno scoperto che le cellule con un carico mutazionale quasi normale avevano telomeri più lunghi rispetto alle loro controparti più mutate degli ex-fumatori. Suggeriscono che i telomeri più lunghi potrebbero significare che queste cellule hanno subito meno divisioni cellulari e potenzialmente rappresentano discendenti di cellule staminali dormienti.

 

 

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