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Le microplastiche generate dai veicoli a motore finiscono nell’Artico

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I veicoli a motore non generano inquinamento solo con i gas di scarico prodotti dai motori, ma anche generando microplastiche dall’usura degli pneumatici e da altri materiali di consumo della vettura.

Un recente studio di modellizzazione, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Nature Communications, ha valutato l’entità e il trasporto atmosferico nel mondo delle microplastiche prodotte dal traffico stradale.

Lo studio rileva che le particelle di microplastica vengono trasportate in regioni remote, compreso l’Artico. Le stime suggeriscono che la quantità totale di queste particelle che finiscono negli oceani a seguito del rilascio aereo è di dimensioni simili a quelle depositate dai fiumi.

Le microplastiche dai veicoli a motore: il trasporto atmosferico

Poiché il tasso di produzione di nuovi prodotti in plastica continua ad aumentare, quantità sempre maggiori di queste sostanze sfuggono alla raccolta e al riciclaggio dei rifiuti. Tuttavia, le conseguenze ecologiche e ambientali dell’aumento dell’inquinamento da plastica, e la loro diffusione nell’atmosfera non sono ancora ben definiti.

Nikolaos Evangeliou e colleghi combinano una quantificazione globale delle microplastiche di origine “stradale” con simulazioni dei percorsi di trasporto atmosferici, al fine di determinare la traiettoria di questi inquinanti. I veicoli circolanti, vecchi e nuovi, producono microplastiche da differenti componenti, in particolare dall’usura degli pneumatici e dai freni.

Le emissioni di microplastiche stradali rappresentano attualmente ben il 30% dell’inquinamento da microplastiche, la maggior parte delle quali proviene da regioni densamente popolate. Tra queste vi sono gli Stati Uniti orientali, il Nord Europa e le aree fortemente urbanizzate del sud-est asiatico.

Le microplastiche dai veicoli a motore: fino sulle nevi dell’Artico

Gli autori hanno scoperto che particelle più grandi venivano depositate vicino alla fonte di produzione. Al contrario, le microplastiche di 2,5 micrometri e di dimensioni inferiori sono state trasportate più lontano. Stimano che circa 52.000 tonnellate all’anno di microplastiche di piccole dimensioni finiscano negli oceani del mondo. Tuttavia, circa il 14%, vale a dire circa 20.000 tonnellate all’anno, finisce su superfici remote coperte di neve e ghiaccio. Gli autori osservano che ciò riguarda anche regioni particolarmente sensibili all’inquinamento, come l’Artico. Le particelle scure delle microplastiche vanno a ricoprire la brillante superficie nevosa, riducendo l’albedo, ovvero la quantità di luce solare riflessa dalla superficie terrestre. Questo fenomeno a sua volta accelera lo scioglimento dei ghiacci.

 

 

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