Prasugrel a basse dosi per gli anziani con sindrome coronarica acuta

Un confronto diretto tra due terapie antipiastriniche ha rilevato che una dose ridotta di prasugrel era altrettanto efficace e associata a un rischio ridotto di sanguinamento rispetto a una dose standard di tricagrelor nei pazienti anziani, o di peso ridotto, con sindrome coronarica acuta. I risultati di questo studio randomizzato sono stati pubblicati nei giorni scorsi sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Prasugrel a basse dosi: antiaggreganti a confronto

Due grandi studi randomizzati hanno mostrato che prasugrel e ticagrelor sono superiori a clopidogrel e aspirina nei pazienti più anziani con sindrome coronarica acuta, ma l’algoritmo di dosaggio di prasugrel è stato modificato dopo lo studio iniziale a causa di problemi di sicurezza. Tuttavia, l’efficacia e la sicurezza di questa strategia di trattamento adattata non sono state ampiamente testate in ampi studi randomizzati.

Prasugrel a basse dosi: Lo studio ISAR-REACT 5

Lo studio ISAR-REACT 5 (Intracoronary Stenting and AntiThrombotic Regime: Rapid Early Action for Coro-nary Treatment 5) ha dimostrato che prasugrel era superiore a ticagrelor nel ridurre l’endpoint composito di morte, infarto del miocardio o ictus, senza aumentare il rischio di grave sanguinamento in pazienti con sindrome coronarica acuta che sono stati gestiti in modo invasivo.

In questa analisi secondaria, i ricercatori del Deutsches Herzzentrum München (Technische Universität München) e del Centro tedesco per la ricerca cardiovascolare hanno valutato l’efficacia e il sanguinamento in quasi 4.000 pazienti anziani o sottopeso con sindrome coronarica acuta. In questi soggetti era stata pianificata una gestione invasiva in uno dei 23 centri medici che facevano parte dello studio. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una dose ridotta di prasurgrel o una dose standard di ticagrelor. Hanno scoperto che la dose più bassa di prasugrel ha mantenuto la sua efficacia antitrombotica, proteggendo al contempo questa popolazione di pazienti dal rischio di sanguinamento.

 

 

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