L’inquinamento atmosferico compromette la funzione cognitiva negli anziani

L’esposizione a breve termine a livelli più elevati di inquinamento atmosferico è associata a una funzione cognitiva compromessa tra gli uomini anziani. A rilevarlo è uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature Aging.

Il documento suggerisce anche che l’impatto negativo dell’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico è stato ridotto tra i partecipanti cui sono stati prescritti comuni farmaci antidolorifici.

Inquinamento atmosferico e funzione cognitiva

Un declino della funzione cognitiva è comune tra gli anziani ma può essere accelerato da fattori ambientali, come l’esposizione alle polveri sottili (PM2,5), quella frazione di particolato atmosferico di dimensioni non superiori a 2,5 micron. Tuttavia, mancavano ricerche che avessero esaminato gli impatti dell’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico sulla funzione cognitiva degli anziani.

Precedenti studi avevano valutato l’effetto dei farmaci antinfiammatori non steroidei come potenziale trattamento per il deterioramento cognitivo e la demenza. Tuttavia, l’uso di questi farmaci come potenziale intervento per limitare l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute cognitiva non era mai stato esaminato.

L’effetto protettivo dei FANS

Xu Gao e colleghi hanno studiato una coorte di 954 uomini bianchi anziani (in media 70 anni di età) che vivevano nell’area di Greater Boston negli Stati Uniti che hanno partecipato al Veterans Affairs Normative Ageing Study. Gli autori hanno misurato le loro prestazioni cognitive utilizzando la funzione cognitiva globale e i punteggi del Mini-Mental State Examination in diverse visite. Hanno quindi confrontato questo valore con i livelli di PM2,5 nell’aria dell’area locale il giorno di ogni visita e i livelli medi 1–4 settimane prima di ogni visita.

Gli autori hanno scoperto che i livelli aumentati di PM2,5 fino a 28 giorni prima del test erano associati a punteggi delle funzioni cognitive globali più bassi tra i partecipanti, anche a livelli inferiori a ciò che di solito è considerato pericoloso (circa ≤10 μg m3). Hanno scoperto inoltre che quelli nello studio a cui erano stati prescritti farmaci antinfiammatori non steroidei erano meno colpiti dagli effetti negativi dell’esposizione a breve termine all’inquinamento atmosferico.

Gli autori concludono che sono necessari studi multidisciplinari basati su coorti più ampie con informazioni più dettagliate sull’uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei per convalidare le relazioni tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e la funzione cognitiva e il potenziale effetto modificante di questi farmaci, evidenziato in questo studio.

 

 

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